Papa Francesco alla GMG2016: “Non è guerra di religione, ma guerra per i soldi”

papa francesco cracovia

Papa Francesco, durante il viaggio che lo ha condotto a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù, ha chiarito che gli episodi di violenza e gli attentati non sono frutto di “una guerra di religione”, ma derivano piuttosto da “una guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli. Tutte le religioni vogliono la pace, capito?”.

Ieri è stato assassinato padre Hamal, mentre celebrava la Messa. Un giornalista gli ha chiesto come stesse vivendo questo viaggio dopo l’efferato omicidio. Il Papa è stato chiarissimo focalizzando l’attenzione sui tanti martiri che ogni giorno vengono uccisi da una vera e propria guerra: “Circa quello che chiedeva padre Lombardi, si parla tanto di sicurezza, ma la vera parola è guerra. Il mondo è in guerra a pezzi: c’è stata la guerra del 1914 con i suoi metodi, poi la guerra del ’39-’45, l’altra grande guerra nel mondo, e adesso c’è questa. Non è tanto organica forse, organizzata sì non organica, dico, ma è guerra. Questo santo sacerdote è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per la chiesa, ma quanti, quanti cristiani, quanti di questi innocenti, quanti bambini vengono uccisi. Pensiamo alla Nigeria – ha esortato – ‘ma quella è l’Africa’, ma è guerra, non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace“.

La GMG verrà celebrata dal 27 al 31 luglio nel cattolicissimo sud della Polonia. Un viaggio questo che alla luce dei terribili fatti accaduti negli ultimi tempi, assume un’importanza notevole sia per i giovani che vi partecipano, sia per il Papa e la Chiesa chiamati ad una difficile testimonianza di fede.

Il Papa dunque si appresta vivere giornate intense proprio nel cuore di quell’Europa che ha in qualche modo snobbato le sue origini cristiani nell’atto costitutivo della sua Unione. Francesco sa bene che il momento è propizio per incontrare i suoi giovani, per parlare al loro cuore, per mostrare loro una strada, di pace, di misericordia, davanti ad alcune realtà ecclesiali che non sempre si sono rivelate in sintonia con il su pensiero.

Non pochi commentatori hanno percepito la solitudine di Bergoglio, ma il Papa sa bene di non essere solo, ma di poter contare, come i suoi predecessori, sul sostegno spirituale del popolo di Dio. In particolare i giovani della GMG che sfidano anche le paure e le tensioni sociali del momento per incontrarlo e dimostrare al mondo che il messaggio di Gesù Cristo è quanto mai attuale e necessario per costruire una società basata sulla pace e sull’accoglienza reciproca.

Papà Francesco si recherà ad Auschwitz e Birkenau per sconfiggere l’ideologia del male assoluto, affinché quell’orrore che l’Europa ha già vissuto, non si ripeta mai più. Il 29 luglio ricorderà il sacrificio di padre Massimiliano Kolbe che, settantacinque anni fa si offrì in un’assurda condanna a morte al posto di un padre di famiglia scelto dai nazisti.

La storia purtroppo si ripete, ma tocca agli uomini di buona volontà evitare che si ricada negli stessi errori. Questa è la sfida a cui sono chiamati i cristiani d’oggi.

Maria Raspatelli

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