Papa Francesco: “Si è cristiani se si è Chiesa. Nessuno si senta battitore libero”

papa-francesco-680x365Ultima catechesi del mercoledì tenuta dal Papa prima della pausa estiva. Papa Francesco parla del cristiano e lo fa collocandolo all’interno del contesto più ampio che è la Chiesa che definisce “una grande famiglia”. Non ci si salva da soli, dice il Papa e non si diventa cristiani facendosi “costruire in laboratorio”.

Papa Francesco davanti a una folla di 3mila persone che sfida la pioggia, con un esempio comprensibile anche ai bambini definisce la vera natura di ogni buon cristiano: “Non siamo isolati e non siamo cristiani a titolo individuale, ognuno per conto proprio, no: la nostra identità cristiana è appartenenza! Siamo cristiani perché noi apparteniamo alla Chiesa. È come un cognome: se il nome è “sono cristiano”, il cognome è “appartengo alla Chiesa”.

L’essenza del cristiano, inteso come figlio, papa Francesco, la racconta rifacendosi alla stessa natura di Dio che a Mosé si presenta come “Dio dei Padri”, di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Ogni appartenente al popolo di Dio ha in sé una relazione forte che viene da molto lontano e che lo lega salfamente alla Chiesa: ” “Nessuno diventa cristiano da sé. Non si fanno cristiani in laboratorio. Il cristiano è parte di un popolo che viene da lontano”.

“Se noi crediamo, – continua il Papa – se sappiamo pregare, se conosciamo il Signore e possiamo ascoltare la sua Parola, se lo sentiamo vicino e lo riconosciamo nei fratelli, è perché altri, prima di noi, hanno vissuto la fede e poi ce l’hanno trasmessa, la fede l’abbiamo ricevuta dai nostri padri, dai nostri antenati, e loro ce l’hanno insegnata”.

Papa Francesco riesce a spiegare la teologia in modo semplice e lo fa con esempi comprensibili da tutti. La Chiesa per ogni buon cristiano inizia dai suoi genitori che chiedono per lui il Battesimo. La Chiesa sono i nonni che insegnano ai nipotini il segno della croce o il parroco che trasmette la fede. La Chiesa, secondo il Papa, è “una famiglia nella quale si viene accolti” e nella quale “si impara a vivere da credenti”. Si è Chiesa nella misura in cui si è parte di una grande famiglia in cui non c’è posto per il “fai da te” o per i “battitori liberi”. 

Concetti semplici quelli espressi dal Papa che però con la semplicità delle sue parole acquistano forza ed efficacia: “Talvolta capita di sentire qualcuno dire: “Io credo in Dio, credo in Gesù, ma la Chiesa non m’interessa…”.  Quante volte abbiamo sentito questo? E questo non va. C’è chi ritiene di poter avere un rapporto personale, diretto, immediato con Gesù Cristo al di fuori della comunione e della mediazione della Chiesa. Sono tentazioni pericolose e dannose. Sono, come diceva il grande Paolo VI, dicotomie assurde”.

Anche se “camminare insieme può essere impegnativo e faticoso”, il Signore si manifesta ad ogni buon cristiano “nei fratelli e nelle sorelle, con i loro doni e i loro limiti. Questo significa essere Chiesa”.

Papa Francesco ha concluso il suo discorso consegnando tutta la Chiesa all’intercessione incessante di Maria: “Cari amici, chiediamo al Signore, per intercessione della Vergine Maria, Madre della Chiesa, la grazia di non cadere mai nella tentazione di pensare di poter fare a meno degli altri, di poter fare a meno della Chiesa, di poterci salvare da soli, di essere cristiani di laboratorio. Al contrario, non si può amare Dio senza amare i fratelli, non si può amare Dio fuori della Chiesa; non si può essere in comunione con Dio senza esserlo con nella Chiesa e non possiamo essere buoni cristiani se non insieme a tutti coloro che cercano di seguire il Signore Gesù, come un unico popolo, un unico corpo e questo è la Chiesa. Grazie”.

Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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