Il Papa alla Comunità di Sant’Egidio: “Andate avanti su questa strada: preghiera, poveri e pace”

papa-francesco-andrea-riccardiNel pomeriggio di ieri, in visita alla Comunità di Sant’Egidio, il Santo Padre ha sottolineato nel suo discorso che: “La preghiera preserva l’uomo anonimo della città da tentazioni che possono essere anche le nostre: il protagonismo per cui tutto gira attorno a sé, l’indifferenza, il vittimismo. La preghiera è la prima opera della vostra Comunità, e consiste nell’ascoltare la Parola di Dio – questo pane, il pane che ci dà forza, che ci fa andare avanti (…). Chi guarda il Signore, vede gli altri. Anche voi avete imparato a vedere gli altri, in particolare i più poveri; e vi auguro di vivere quello che ha detto il Professor Riccardi, che tra voi si confonde chi aiuta e chi è aiutato. Un?attenzione che lentamente cessa di essere attenzione per diventare incontro, abbraccio: si confonde chi aiuta e chi è aiutato. Chi è il protagonista? Tutti e due, o, per meglio dire, l’abbraccio”.

Rallegrandosi nel vedere fra la gente numerosi anziani, Papa Francesco ha ricordato l’importanza dell’alleanza fra giovani e anziani, un’alleanza in cui tutti ricevono e donano. “Un popolo che non custodisce i suoi anziani, che non si prende cura dei suoi giovani, – ha ribadito – è un popolo senza futuro, un popolo senza speranza. Perché i giovani – i bambini, i giovani – e gli anziani portano avanti la storia. I bambini, i giovani con la loro forza biologica, è giusto. Gli anziani, dando loro la memoria. Ma quando una società perde la memoria, è finita, è finita”. Riferendosi alla cultura dello scarto che ha invaso l’Europa, “questa Europa stanca” che “non sa cosa fare”, il Papa ha detto: “Dobbiamo aiutarla a ringiovanire, a trovare le sue radici. È vero: ha rinnegato le sue radici. È vero. Ma dobbiamo aiutarla a ritrovarle. Dai poveri e dagli anziani si inizia a cambiare la società – ha sottolineato – Oggi purtroppo un?economia speculativa li rende sempre più poveri, privandoli dell?essenziale, come la casa e il lavoro. È inaccettabile! Chi vive la solidarietà non lo accetta e agisce. E questa parola ‘solidarietà’ tanti vogliono toglierla dal dizionario, perché a una certa cultura sembra una parolaccia. No! È una parola cristiana, la solidarietà!”.

Infine, incoraggiando quanti partecipano alla Comunità in altri Paesi del mondo “ad essere amici di Dio, dei poveri e della pace” perché “chi vive così troverà benedizione nella vita e sarà benedizione per gli altri”, il Papa ha ribadito che: “Occorre più preghiera e più dialogo (…) Ma il dialogo è possibile – ha detto – soltanto a partire dalla propria identità. (…) Andate avanti su questa strada: preghiera, poveri e pace – ha esortato – E camminando così aiutate a far crescere la compassione nel cuore della società – che è la vera rivoluzione, quella della compassione e della tenerezza -, a far crescere l?amicizia al posto dei fantasmi dell?inimicizia e dell?indifferenza”.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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