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Palio straordinario, inaspettata vittoria della Tartuca che lascia tutti “scossi”

Martina Ragone 22 ottobre 2018 Commenti disabilitati su Palio straordinario, inaspettata vittoria della Tartuca che lascia tutti “scossi”
Palio straordinario, inaspettata vittoria della Tartuca che lascia tutti “scossi”

Un Palio straordinario per vari aspetti è quello che ha coinvolto la città di Siena, il 20 ottobre 2018; straordinario non solo per il periodo insolito in cui la carriera è stata corsa, ma anche per gli inaspettati risvolti.

L’occasione di questo Palio – il terzo del 2018 dopo le consuete date del 2 luglio e del 16 agosto – è stata la ricorrenza del centenario dalla fine dalla Prima guerra mondiale, in occasione della quale, le assemblee dei popoli si sono riunite l’11 settembre, dopo la proposta di fine agosto di “Assoarma”, ente che riunisce le associazioni legate a esercito e forze dell’ordine. In seguito alla decisione del consiglio comunale del 14 settembre, domenica 30 settembre sono state estratte le dieci Contrade che si sono trovate al canape, agli ordini del mossiere Fabio Magni: Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Lupa, Nicchio, Oca, Selva, Tartuca e Torre.
L’ultimo Palio straordinario, corso a ottobre, è stato il 4 ottobre del 1745, data in cui fu eletto al trono imperiale d’Austria Francesco II di Lorena.

La provaccia è stata vinta dalla contrada della Chiocciola, con il fantino Elias Manucci detto “Turbine” sul cavallo Terribile da Clodia. Per questa ricorrenza le scuole non sono state chiuse, anche se molti studenti si sono assentati e i professori sono stati più clementi con le interrogazioni, in quanto i giorni prima del Palio sono già molto tesi. Questa volta è stato difficile prevedere le sorti, poiché tutti i cavalli erano esordienti o al massimo avevano corso un palio, anche se la contrada del Nicchio, con il cavallo Violenta da Clodia, era molto favorito e sperava di poter vivere la gioia di una vittoria ormai attesa da 20 anni.
Dopo il consueto corteo storico, questa volta anticipato alle 15 a causa del cambiamento d’orario imminente per l’inizio della stagione autunnale, ha sfilato anche il carro trainato dai buoi con il Drappellone. Questo è stato realizzato dal Maestro Gian Marco Montesano, torinese, pittore dalle forme ben delineate. L’artista raffigura due figure con colori tenui, rispettivamente un soldato in uniforme verde che, con un mazzo di fiori, bacia la mano ad una donna che potrebbe essere la sua donna, sua madre o l’allegoria di una nazione intera, che accoglie il rientro a casa del soldato. La donna è caratterizzata da una bellezza pacata e un grazioso vestito azzurro, colore che domina tutto il Drappellone, simbolo della Madonna che è assente – a detta dell’artista – e della libertà, il cui stemma, in basso a destra, viene indicato dalla mano della fanciulla.
La realizzazione di questo Drappellone ha suscitato molte polemiche, poiché il “cencio” è molto simile una ad una cartolina di propaganda che l’artista ha ritrovato nella sua raccolta di media, riviste ed elementi iconografici. L’artista ha affermato di aver preso una cartolina è di propaganda austroungarica e di averla privata dei connotati nemici, per rivestirla dei valori di pace e guerra. In risposta agli attacchi sui social, ha ammesso che il suo stile artistico è quello di copiare immagini con una rielaborazione personale e tendente al pop, come faceva anche Andy Warhol. A supporto della sua tesi ha affermato che il tempo per la realizzazione dell’opera è stato scarso, oltre ad uno spazio così ristretto per rappresentare un tema così vasto. Nella parte alta del Drappellone sono stati raffigurati i dieci stemmi delle contrade che hanno partecipato alla carriera e al centro lo stemma della città.
Dopo la sbandierata finale, secondo cui chi lancia più in alto la bandiera ha più probabilità di vittoria, sono stati letti i nomi delle contrade secondo l’ordine di partenza. La prima ad essere chiamata è stata la Chiocciola, a cui è seguita Giraffa, Selva, Lupa, Torre, Civetta, Drago, Tartuca, Nicchio e Oca, di rincorsa.
I fantini hanno impiegato diverso tempo per sistemarsi ai nastri di partenza; poi il Mossiere li ha chiamati fuori dai canapi esortando a rispettare le posizioni assegnate. Ma il Nicchio si è mostrato il più indisciplinato e ha fatto ritardare la partenza, suscitando il disaccordo della folla presente.
Dopo due mosse non valide, forse anche per scaricare la tensione dei cavalli, si è dato il via alla vera carriera. Nel primo giro erano in testa la Chiocciola e la Giraffa; mentre la Lupa è caduta alla prima curva di San Martino. Successivamente la Civetta li ha sorpassati, inserendosi al primo posto, ma, alla seconda San Martino, ha urtato violentemente contro una delle barriere con la Giraffa. Poco dopo, alla seconda curva del Casato, è caduto anche il fantino della Chiocciola, che era in testa, insieme a quello della Tartuca. L’unico rimasto sul cavallo era Giovanni Atzeni, detto “Tittia”, della nobile contrada della Nicchio, sulla cavalla Violenta da Clodia. Questi è riuscito a guadagnare la seconda postazione dalla nona, ma non è riuscito, per pochissimi secondi, a sorpassare Remorex, il cavallo “scosso” della Tartuca – ovvero senza il fantino Andrea Coghe, detto “Tempesta”- che ha tagliato il traguardo, conseguendo la quarantottesima vittoria della storia, otto anni dopo l’ultima del 16 agosto 2010.

Un Palio sconvolgente, che ha lasciato tutti con il fiato sospeso, sia i contradaioli, sia gli stessi studenti e turisti presenti in Piazza. Il corteo vittorioso della Tartuca ha portato il Drappellone presso la chiesa di San Domenico, scelta per l’occasione per accogliere la contrada vittoriosa. Una carriera che doveva commemorare i caduti della Prima guerra mondiale, si è rivelata una delle corse più cruenti degli ultimi tempi con la caduta di nove fantini su dieci e con la morte del cavallo Raol della Giraffa, a causa di una lesione irrecuperabile all’arto anteriore destro.

Martina Ragone

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