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Palio del 2 luglio 2018, emozionante vittoria del Drago

Martina Ragone 3 luglio 2018 Commenti disabilitati su Palio del 2 luglio 2018, emozionante vittoria del Drago
Palio del 2 luglio 2018, emozionante vittoria del Drago

 

Come di consueto ogni anno, Siena, con l’avvicinarsi dell’estate, è in fremito per il Palio, un evento che coinvolge i contradaioli devoti, ma anche turisti curiosi e studenti in piena sessione estiva, tutti riuniti in Piazza del Campo, che, per qualche ora, diviene un insieme di emozioni: ansia, aspettativa, trepidazione, gioia, lacrime che alle volte sfociano in qualche rissa.
In occasione di questo Palio del 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano, hanno corso 10 contrade, rispettivamente Chiocciola, Nicchio, Oca, Drago, Lupa, Istrice, Valdimontone, Tartuca, Leocorno e Giraffa.
Dopo la sfilata dei carabinieri a cavallo e delle 10 contrade che corrono, di quelle che non corrono e di quelle estinte, viene presentato il Palio sul famoso Carroccio trainato dai buoi. Quest’anno il drappellone è stato realizzato da Emilio Giannelli, senese appartenente alla contrada del Drago, dapprima impiegato al Monte dei Paschi di Siena e disegnatore per passione, poi vignettista per l’inserto satirico del quotidiano «La Repubblica» e de «Il Corriere della Sera». L’artista ha scelto di porre in rilievo i fantini e i loro cavalli a colori, insieme alle numerose persone in bianco e nero strette attorno a loro in Piazza. Tutti sono sotto lo sguardo attento della Vergine, sospesa in cielo in un cerchio e contornata da festoni.
Invece il Masgalano di quest’anno – dalla derivazione spagnola “Mas galante”, cioè il premio che viene dato alla migliore comparsa durante la sfilata del Corteo Storico – è stato ideato e realizzato dall’orafa senese Alessandra Damiani ed è stato offerto dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Siena in occasione del proprio cinquantenario. L’opera si erge su una base in legno d’ulivo coronata da travertino rosa, raffigurante la Piazza del Campo. Su di essa vi è l’aquila maestosa dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato con lo stemma in argento, eseguito con la tecnica della fusione a cera persa.
Finalmente si è pronti per la carriera: la Piazza è gremita di gente, curiosa di sapere chi vincerà la corsa, e di contradaioli, speranzosi nella vittoria della propria contrada. È difficile prevedere l’esito: nonostante l’Oca ha vinto la prova generale è l’Istrice la cosiddetta “provaccia”, nel giorno del Palio tutto può cambiare. Le sorti dipendono dall’assegnazione del cavallo, dalla scelta del fantino e dal rapporto che si instaura tra i due. Sfortunatamente in corsa ci sono tre coppie di contrade rivali, rispettivamente Nicchio-Valdimontone, Lupa-Istrice, Chiocciola-Tartuca: il che renderà difficile la partenza.
Prima della partenza tutta la piazza si zittisce in attesa dell’estrazione dell’ordine dei cavalli nei canapi, che è il seguente: Oca, Tartuca, Lupa, Nicchio, Istrice, Giraffa, Leocorno, Drago, Valdimontone e Chiocciola, quest’ultima di rincorsa. All’inizio il Valdimontone e la Tartuca non riescono a mantenere la posizione assegnata e innervosiscono gli altri cavalli, soprattutto quelli rivali. In particolare, Valdimontone e Nicchio continuano a scalciarsi a vicenda.
Dopo aver fatto uscire e rientrare per altre due volte i canapi, il mossiere prova a dare il via, ma la partenza viene subito annullata a causa dello scatto prematuro della Chiocciola. I cavalli corrono per un giro di Piazza del Campo e poi, dopo qualche minuto di assestamento, il mossiere prova un’altra partenza che però non giunge a buon fine, mentre quella che segue è quella buona. Anche se il Drago parte da una posizione svantaggiosa, dopo pochi secondi è in testa alla carriera. Subito cadono i fantini del Nicchio e Valdimontone, mentre i cavalli continuano imperterriti a correre. Cade malamente anche il fantino della Chiocciola che non riesce a rialzarsi da solo a causa del forte urto e subito viene soccorso dalla Protezione Civile lì presente. Invece la Giraffa, vincitrice dello scorso Palio del 2 luglio, è riuscita a mantenere il ritmo, ma poi ha dovuto cedere la posizione all’Oca che ha mantenuto il secondo posto fino alla fine. Il Drago è in testa brillantemente per tutta la carriera e vince, tra le urla e le lacrime dei contradaioli devoti, pronti a correre nella chiesa di Santa Maria in Provenzano, per cantar vittoria. Sorte più sfortunata hanno vissuto il Nicchio e il Valdimontone, che, al termine della corsa, hanno iniziato una violenta rissa in Piazza del Campo, continuata poi nel territorio della contrada del Nicchio, a causa della sconfitta. Quest’ultima contrada, infatti, era molto adirata, in quanto non vince dal 1998, quindi è la cosiddetta “Contrada Nonna”.
Nonostante gli scontri, il Palio rimane un evento grandioso nella sua unicità che, tramite questa storica corsa che dura pochissimi minuti, porta innanzi una tradizione plurisecolare.

Martina Ragone

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