Ora di Religione, se ne avvale l’88% degli studenti

44938L’anno scorso sono stati complessivamente poco meno di 7 milioni (esattamente 6.927.849) pari all’87,9% dei 7.883.741 alunni/studenti frequentanti i diversi settori scolastici dall’infanzia agli istituti d’istruzione secondaria di II grado. Il 12,1% (956 mila) ha detto no all’Insegnamento della Religione Cattolica.

Il settore scolastico con la più alta percentuale di alunni che hanno detto sì all’IRC è stato quello della scuola primaria con il 92,3% (circa 2,4 milioni di alunni). Nella scuola dell’infanzia i bambini che si sono avvalsi hanno toccato il 91,3% (circa 933 mila).

Circa 1,5 milione (89,9%) il numero di studenti avvalentesi nella scuola secondaria di I grado.

Tra gli studenti delle superiori, l’80,7% ha detto di sì all’Insegnamento della Religione Cattolica: un numero ragguardevole (2.109.607) ben superiore a chi ha detto no (504.075) scegliendo le attività alternative.

L’insegnamento della religione nelle scuole significa capire come gli uomini hanno vissuto la loro relazione con l’Altro e come tutto ciò ha lasciato un segno di presenza nella loro cultura. I sette milioni di studenti (dati ministeriali), credenti e non, che preferiscono frequentare l’insegnamento della religione mostrano di gradire tale insegnamento, che porge loro un saldo orizzonte culturale per mettere in pratica la tolleranza intesa come impostazione dialogica dell’esistere, come educazione all’esercizio della libertà in una prospettiva di giustizia e di pace.

Giovani studenti, senza pregiudiziali ideologiche, sanno che la loro formazione non può non considerare la conoscenza della dimensione religiosa nell’uomo, nella sua origine storica, nella sua dimensione culturale, nella sua stratificazione sociale.

La dimensione religiosa è importantissima per avere una chiave di lettura della nostra (e altrui) identità culturale.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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