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Il nostro cervello non è razzista…almeno con i bambini!

Giulia Cataneo 18 aprile 2017 Commenti disabilitati su Il nostro cervello non è razzista…almeno con i bambini!
Il nostro cervello non è razzista…almeno con i bambini!

L’odio razziale contro i piccoli non esiste: il nostro cervello è programmato per accudirli indipendentemente dall’etnia. A sostenere questa tesi sono i ricercatori di Psicologia della Bicocca di Milano.

Nonostante il crescente populismo e razzismo, i ricercatori hanno dimostrato che, davanti ai piccoli, al di là del colore della pelle, il nostro cervello rifiuta il conclamato “effetto altra razza”. Lo studio pubblicato su Neuropsychology e citato anche da ScienceDaily, è stato guidato da Alice Mado Proverbio e Valeria De Gabriele che spiegano come l’effetto succitato, “secondo il quale percepiamo con maggiore rapidità e facilità i volti del nostro gruppo etnico per motivi di familiarità, era considerato valido a prescindere dall’età di chi guardiamo”. Ma la pratica ha dimostrato che questo fenomeno non si verifica “quando ci si trova di fronte al volto di bambini fra i 6 mesi e i 3 anni”.
Il razzismo risparmia dunque i bambini.

I test ideati dai ricercatori parlano chiaro: le 17 persone coinvolte, guardando le immagini di bambini, registravano “una stimolazione della regione orbito-frontale del cervello, dove studi precedenti hanno localizzato il circuito del piacere, sorgente di stimoli positivi come l’amore materno o parentale, la quale è ricca di recettori per l’ossitocina, neuro-ormone alla base dei processi di attaccamento affettivo”.

Non abbiamo scelta: il nostro cervello è programmato per prendersi cura dei piccoli di qualunque provenienza. Con i bambini, l’informazione razziale è infatti ignorata dal cervello, mentre agisce sulla regolazione del comportamento (pregiudizio) nel caso di adulti.

 

Giulia Cataneo

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