Ma il PD ha veramente vinto?

renzi1

Un po’ come accadeva nella Vecchia Repubblica, leggendo i commenti dei partiti, sembrerebbe che a vincere siano stati quasi tutti o  comunque, visti i tempi che corrono, a non perdere. Tutto ovviamente dipende da come i numeri vengono interpretati in relazione fra loro e in riferimento alle passate tornate elettorali.

A nostro giudizio il Paese ne esce malconcio, sia per le note vicende legate ai cosiddetti “impresentabili”, sia soprattutto all’ormai evanescente senso di attaccamento degli italiani alla politica che, detto in altre parole, significa sfiducia e rassegnazione.

Un punto di interesse ci sembra l’apparente vittoria del Partito Democratico che, usando un linguaggio sportivo, vince 5-2 sul centro destra. E’ una vittoria apparente perché non è affatto indice di salute del Governo. I candidati PD hanno vinto grazie alle liste civiche, che come si sa, raccolgono voti un po’ a sinistra, ma soprattutto a destra. E’ un vecchio trucchetto che consente a persone in vista di farsi votare dagli amici e quindi portare acqua al mulino del candidato presidente. In Puglia Emiliano,  con una proposta politica non proprio renziana, vince con il 47% delle preferenze  e infatti  il suo partito non sfonda, fermandosi a un misero 19% con alle spalle un ormai robusto Movimento 5 Stelle che raggiunge un 16% di tutto rispetto. Più di un commentatore politico vede addirittura in Emiliano un vero e proprio successore dell’attuale Premier.

A livello nazionale, un interessante punto di riflessione è la sconfitta del Nuovo Centro Destra che è alleato di governo. La sua débacle indebolisce notevolmente l’esecutivo renziano. La destra quando si presenta disunita si sfalda ovunque fatta eccezione per la Liguria in cui Toti con Forza Italia stravince e scippa letteralmente una delle regioni rosse, fiore all’occhiello del PD. In Campania l’ex partito comunista vince con De Luca ma non è detto che questi riesca a governare data la sua “impresentabilità” stabilita dalla legge Severino. Tutto da rifare?

Poi c’è il successo e la crescita della Lega un po’ ovunque, anche al Sud. In Veneto Zaia asfalta letteralmente la candidata del PD Alessandra Moretti, troppo sicura di sé, convinta alla vigilia di affermarsi sul presidente uscente leghista nella terra del Carroccio.

Ci è sembrato un po’ “superficialotto” il piddino Matteo Orfini che, in conferenza stampa, ha schernito l’M5S mostrando platealmente il numero “0” fatto con le dita ad indicare il numero di regioni conquistate dal movimento di Grillo. L’M5S è risultato il primo partito in Italia per numero di voti ricevuti senza aver fatto alleanze con altre compagini politiche. Un movimento in crescita che, nonostante la sua giovane età, si attesta intorno al 25% di preferenze su scala nazionale, collocando per la prima volta in assoluto consiglieri pentastellati un po’ ovunque.

Al suo interno il PD poi deve fare i conti con le correnti che non apprezzano le scelte, l’operato e i modi troppo decisionisti e per certi versi antidemocratici di Renzi che, nonostante la sua ostentata sicurezza, certamente inizia ad avere più di un mal di pancia. Le prossime elezioni politiche non sono lontanissime e non è detto che l’elettorato che questa volta non si è recato alle urne, non decida di colpo di cambiare la fisionomia del Parlamento italiano.

Antonio Curci

 

© Riproduzione Riservata
Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: