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Liberate i difensori dei diritti umani in Turchia

Antonio Curci 13 ottobre 2017 Commenti disabilitati su Liberate i difensori dei diritti umani in Turchia
Liberate i difensori dei diritti umani in Turchia

Celebrità del cinema e della musica hanno aggiunto la loro voce alla richiesta globale del rilascio immediato e incondizionato di un gruppo di importanti difensori dei diritti umani, in carcere da 100 giorni in Turchia.

Oltre 20 artisti e celebrità – tra cui Zoë Kravitz, Ben Stiller, Mark Ruffalo, Whoopi Goldberg e Zach Galifianakis – hanno sottoscritto una lettera di Amnesty International Usa all’ambasciatore turco, aggiungendosi a coloro che – come Annie Lennox, Bono, Peter Gabriel, Juliette Binoche, Jane Birkin, Angélique Kidjo e Patrick Stewart – già avevano chiesto il rilascio dei detenuti, tra i quali Idil Eser e Taner Kiliç, rispettivamente direttrice e presidente di Amnesty International Turchia.

I “10 di Istanbul”, tra cui Idil Eser, sono stati arrestati il 5 luglio, Taner Kiliç un mese prima. Il 4 ottobre un pubblico ministero ha chiesto fino a 15 anni di carcere sulla base di pretestuose e assurde accuse di terrorismo.

“Cento giorni fa i nostri colleghi sono finiti in carcere per aver difeso i diritti umani. Ogni giorno in più in cella mostra ulteriormente la lunga gittata della repressione successiva al tentato colpo di stato e le profonde manchevolezze del sistema giudiziario turco”, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore per l’Europa di Amnesty International.

“La richiesta del pubblico ministero è una miscela velenosa di insinuazioni e falsità che non resterebbero in piedi di fronte alla minima contestazione e reitera ridicole e contraddittorie prove che non troverebbero spazio in qualsiasi tribunale che volesse rispettare il proprio ruolo”, ha aggiunto Dalhuisen.  

Tre mesi dopo l’arresto, non è affatto sorprendente che dalle indagini non sia emersa alcuna prova concreta a sostegno delle fantasiose accuse del pubblico ministero. Né è stato dimostrato come il seminario di formazione presuntamente segreto svolto sull’isola di Buyukada avesse in alcun modo a che fare col terrorismo.

I difensori dei diritti umani sono accusati di aver fornito assistenza a una serie di “organizzazioni armate terroristiche” aventi ideologie diametralmente opposte e rischiano una pena massima di 15 anni. Le accuse insinuano che normali attività in favore dei diritti umani – come la richiesta di cessare la vendita di gas lacrimogeni, candidarsi a un bando o chiedere il rilascio di insegnanti in sciopero della fame – siano state svolte in favore di organizzazioni terroristiche.

Alcune delle accuse rivolte contro Idil Eser si basano su documenti e comunicazioni pubbliche precedenti alla assunzione come direttrice di Amnesty International Turchia.

Nei prossimi giorni gli attivisti e le attiviste di Amnesty International di oltre 25 paesi organizzeranno oltre 200 eventi e feste per celebrare il compleanno di Idil Eser.

“Quando a venire arrestati sono i difensori dei diritti umani, il messaggio è chiaro: il dissenso non sarà tollerato. Ma il coraggio di Idil Eser e dei suoi colleghi e il sostegno che stanno ricevendo da ogni parte del mondo stanno trasmettendo un messaggio ancora più chiaro: le voci critiche non saranno zittite”, ha commentato Dalhuisen.

“Le autorità turche devono rilasciare immediatamente e senza condizioni i difensori dei diritti umani e porre fine alla brutale repressione successiva al colpo di stato che sta devastando il paese”, ha concluso Dalhuisen.

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