Le tre crocerossine martiri della violenza comunista spagnola

L’11 giugno il Papa ha accordato alla Congregazione per le Cause dei Santi di emanare il decreto di beatificazione delle tre laiche infermiere crocerossine spagnole che nel 1936 vennero ammazzate dopo essere state violentate dalle truppe comuniste. Rigettarono il rinnegamento della fede cristiana e perirono gridando “Que viva Cristo Rey”.

La loro storia è orribile e fa parte di quella sanguinosa uccisione verso i cattolici, clero e laici, durante la guerra civile spagnola del 1936-1939. Parliamo di Octavia Iglesias Blanco, 41 anni, María del Pilar Colón Gullón Yturriaga, 25 anni, e Olga Pérez-Monteserín Núñez, 23 anni.

A quattro mesi dall’inizio della guerra le tre giunsero il 18 ottobre 1936 nella clinica di Puerto de Somiedo, ma quando vennero i rojos, non ebbero esitazioni né compassione di nessuno e assassinarono il cappellano dell’ospedale e le tre crocerossine vennero violentate per tutta la notte e al mattino le misero su di un carro tutte sanguinanti, le spogliarono e le portarono in giro per paese di Pola de Somiedo, affinché tutti potessero vedere. Le tre crocerossine furono fucilate dalle compañeras, le quali supplicarono per avere un sacerdote, ma in zona non ce n’erano più poiché li avevano ammazzati tutti.
Prima che partisse la fucilata le tre gridarono «Viva Cristo Rey!». L’esecuzione venne accompagnate dal coro opposto: «Viva la Rusia! Viva el comunismo!».

Antonio Calisi

Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale