Le suore astronome che catalogarono più di 400 mila stelle

le suoreTra il 1910 e il 1922 quattro suore Emilia Ponzoni, Regina Colombo, Concetta Finardi e Luigia Panceri, provenienti dalla Lombardia e assunte all’Osservatorio Vaticano identificarono e classificarono più di 400 mila stelle. Dopo circa un secolo i nomi di queste collaboratrici sono stati scoperti per caso da padre Sabino Maffeo, che lavora per l’Osservatorio Vaticano e alla giornalista Carol Glatz del sito Vatican News che per prima ha riportato la notizia.

Tutto incomincia fra il 1897 e il 1899 quando gli astronomi più importanti del mondo, tra cui il sacerdote Francesco Denza studioso del Vaticano, si riunirono a Parigi per classificare le stelle attraverso l’opera chiamata Catalogo Astrografico. Obiettivo era quello di produrre una mappa del cielo e indicare il più ordinatamente possibile l’ubicazione degli astri. Si ebbe così la prima mappatura dell’universo che diede poi inizio all’astronomia moderna e alle successive scoperte nello spazio.

Padre Francesco Denza passò il suo lavoro all’astronomo americano John Hagen, gesuita, giunto da Washington. Per effettuare i suoi studi, il padre fece domanda per avere alcuni collaboratori pronti a scrivere e riportare rigorosamente le coordinate delle stelle. Furono scelte in questo modo le quattro suore, che con il tempo divennero sempre più esperte fino a quando non furono in grado non solo di scrivere i dati, ma anche di adoperare l’enorme telescopio per osservare il cielo. Le suore divennero immediatamente molto brave tanto che vennero chiamate “le donne calcolatrici” per la loro capacità di calcolare le coordinate e le formule da riportare sui fogli.

Il contributo dato all’astronomia moderna delle quattro suore provenienti dall’Istituto Suore di Maria Bambina fu immenso, tanto che il Vaticano fu uno degli Stati che cooperò in maggior misura a sistemare una delle prime mappe del cielo.

Il progetto internazionale per la mappatura dello spazio iniziato a fine Ottocento andò avanti fino al 1966 consentendo di classificare quasi 5 milioni di stelle.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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