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Le donne e gli uomini del ‘900 – Madeleine Delbrêl, dalla narrazione della morte alla testimonianza della Vita

Antonio Curci 26 novembre 2017 Commenti disabilitati su Le donne e gli uomini del ‘900 – Madeleine Delbrêl, dalla narrazione della morte alla testimonianza della Vita
Le donne e gli uomini del ‘900 – Madeleine Delbrêl, dalla narrazione della morte alla testimonianza della Vita

Riceviamo e pubblichiamo dai Fratelli e dalle Sorelle della Comunità di Bose il ricordo di una testimone semplice e autentica


Madeleine Delbrêl nasce in Dordogna il 24 ottobre del 1904. Dopo un’infanzia itinerante al seguito del padre ferroviere, a 17 anni scrive: “Dio è morto, viva la morte! Poiché questo è vero, bisogna avere l’onestà di non vivere più come se egli vivesse”. Un’affermazione che può sembrare un punto di arrivo, ma che in realtà dischiude un tempo di ricerca e di lotta, di preghiera e di politica, di umanità e di cristianesimo, di dialogo e di lavoro quotidiano.

Madeleine, che giovanissima si dichiara atea, giunge alla fede in modo imprevedibile: nella sua sete di andare incontro agli altri, nella ricerca di comunione, a poco a poco incontra l’Altro. Nel 1933 è a Ivry-sur-Seine, opera come assistente sociale negli ambienti atei e comunisti della periferia parigina, e condivide una semplice vita fraterna con alcune compagne, mossa dal desiderio di installarsi in una sorta di “vita di famiglia” con gli uomini e le donne del suo quartiere. Sono gli anni della scristianizzazione della Francia e in cui avviene il passaggio anche storico dalla fede all’incredulità, al rifiuto di Dio.

In questo contesto la “gente della strada”, che conduce una vita quotidiana umile, oscura, anonima, percepisce come lontani i modelli di santità allora riconosciuti: il martirio, il monachesimo, la diaconia. Gli uomini e le donne del tempo credono più ai testimoni che ai maestri, si fidano più dell’esperienza che della dottrina, più del vissuto che delle teorie.

Madeleine intuisce tutto questo e si pone accanto ai suoi contemporanei in tutta semplicità, testimoniando la fede in Cristo con una presenza fraterna, lontana da ogni sforzo di aggregazione e da ogni tentazione di isolamento. Non mette in atto nessuna fuga dal mondo, quindi, né si adopera per la costruzione di strutture che si impongano nella società come cristiane.

Assidua nell’ascolto della parola di Dio contenuta nei vangeli, Madeleine è capace di narrare quella parola di vita a ogni essere umano, con autenticità e semplicità. Giorno per giorno, assieme alle poche compagne che ne condividono lotte e speranze, Madeleine fa riaffiorare le esigenze radicali del vangelo, liberandole da schematismi e pesantezze. Sentono nella libertà dei figli di Dio il loro spazio vitale e, allo stesso tempo, il fondamento del loro agire: “Siamo libere da ogni obbligo, ma dipendiamo totalmente da una sola necessità: la carità”.

Madeleine muore nel 1964, conosciuta solo da una cerchia ristretta di persone. Un progressivo dilatarsi dell’interesse nei suoi confronti, favorito dalla pubblicazione di tre suoi libri postumi, ha raggiunto anche gli ambienti della chiesa italiana nell’immediato post-concilio. Nel 1996 è stata proclamata “serva di Dio” dalla chiesa cattolica.

La costante ricerca di Dio è stato il filo conduttore della sua esistenza, una ricerca che per sfociare in Dio ha attraversato le terre feconde della compagnia degli uomini e dell’interiorità: “Se vuoi trovare Dio, sappi che è dappertutto, ma sappi anche che non è solo … Se vai in capo al mondo, trovi le orme di Dio; se vai nel profondo di te stesso, troverai Dio in persona”.

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