[VIDEO] Quando la scuola funziona davvero


Sabato 11 febbraio, i ragazzi del corso d’Informatica della sede Panetti, hanno partecipato all’evento Cyber Security presso la Scuola Open Source di Bari. A tenere una magistrale lezione teorico-pratica sulle metodologie di Penetration Testing and Vulnerability Assessment è stato Antonio Blescia, un ex-studente del corso d’Informatica, oggi fra i massimi esperti in città di Sicurezza e Tecnologie Digitali.

 

Ad accompagnare i futuri analisti-programmatori sono stati i docenti Antonio Curci, Annarita Gabriele e Lucia Izzi che, nella circostanza, ha avuto il privilegio di vedere all’opera 3 generazioni di suoi studenti: quelli attuali, il docente formatore Antonio Blescia e il prof. Antonio Curci, oggi suo collega di corso.

Questa è la scuola che funziona, che sforna menti brillanti e personalità eclettiche, ma soprattutto persone generose, capaci di condividere e riversare le proprie conoscenze ai giovani studenti che in tal modo possono percepire come si evolve negli anni la formazione ricevuta a scuola. Oggi studenti, domani professionisti seri, autorevoli e ricercati, proprio come Antonio Blescia che ha ben raccontato la sua esperienza di studente prima e professionista poi, senza mai soffrire l’atroce limbo della disoccupazione.

Si è parlato di Cyber Security e di quanto siano vulnerabili i nostri computer e la nostra rete. I cosiddetti hackers con la loro attività illegale rubano dati sensibili e segreti industriali, fino a penetrare nella sfera personale di ignari navigatori, mettendo in serio pericolo le loro vite, soprattutto quelle dei minori.

Blescia ha mostrato, con dovizia di particolari, le tecniche più sofisticate utilizzate dai malintenzionati, mostrando come le competenze acquisite a scuola possono essere utilizzate per difendersi e smascherare coloro che perpetrano reati online.

Per coloro che iniziano ora il corso di studi in Informatica le prospettive lavorative sono molto interessanti e il futuro decisamente roseo

Occhi sgranati e tanto interesse da parte dei giovani programmatori che si sono entusiasmati nel vedere simulato il lavoro di un black hat (hacker non etico) e quello di un white hat (hacker etico) che ha la missione sociale di difendere la rete. Chi commette reati digitali, non resta impunito. C’è sempre un professionista in grado di smascherarlo. Nel mezzo c’è la povera gente che deve imparare ad essere prudente, se intende sopravvivere alle insidie di Internet. Lavorare nel settore della Cyber Security significa lavorare in una delle tante branche dell’Informatica, disciplina che offre una scelta occupazionale molto variegata. La professione di informatico ha il pregio di accendere la passione e la voglia di superarsi, di comprendere e governare l’evoluzione digitale. Per questo chi opera in questo settore considera il proprio lavoro ben oltre una semplice professione.

Tempo scaduto. Sono le 13 e bisogna tornare a casa, ma Antonio Blescia viene circondato dai ragazzi che lo tempestano di domande e richieste di chiarimenti. Questa è la scuola che funziona, quella cioè che tiene i ragazzi incollati alle attività anche se è sabato e l’ora impone che la settimana è finita. Arrivederci a tutti… Ma nessun timore, lunedì si ricomincia, tanto la scuola, quella bella, fatta di rapporti autentici e incontri stimolanti, per fortuna, non finisce mai. Parola di tre generazioni di studenti a confronto.

 

Antonio Curci

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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