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La rivoluzione di gender scende in campo ne “La battaglia dei sessi”

Ilaria Sinopoli 21 ottobre 2017 Commenti disabilitati su La rivoluzione di gender scende in campo ne “La battaglia dei sessi”
La rivoluzione di gender scende in campo ne “La battaglia dei sessi”

Lei l’incarnazione del futuro. Lui, stella di un passato che ancora non se ne vuole andare. Emma Stone e Steve Carell sono i protagonisti de La battaglia dei sessi, nelle sale italiane dal 19 ottobre.

Arriva al cinema la storia di uno dei match tennistici più famosi di tutti i tempi, quello che nel 1973 vide sfidarsi la tennista californiana e campionessa in carica, Billie Jean King, che combatteva per ottenere, a parità di mansioni, la stessa retribuzione dei colleghi, e l’ex campione a riposo e un pò cialtrone Bobby Riggs. Al debutto degli anni Settanta le cose non sono così semplici. Sposata con Larry King ma innamorata di Marilyn Barnett, Billie è impegnata a risolversi sia sul fronte privato che su quello pubblico, dove accetta e affronta la sfida lanciata da Bobby Riggs, che vuole dimostrare sul campo la superiorità maschile. Il 20 settembre 1973, all’Astrodomo di Houston in Texas, va in scena la battaglia dei sessi, la partita di tennis più famosa di sempre. La posta in gioco, 100mila dollari e un gioco, partita, incontro guadagnato all’emancipazione femminile.

Quella partita di tennis ricostruita alla perfezione utilizzando le immagini d’epoca, vede scendere in campo due perfetti interpretati: Emma Stone e Steve Carell. Lei, alle prese con una battaglia di diritti forse più grande di lei, e con una rivoluzione nella propria vita privata e sentimentale che l’ha prima terrorizzata e poi spinta ancora più in là, diventando una bandiera dei diritti femminili e femministi. Lui, uomo a pezzi, che cerca di mascherare la sua crisi sparandole sempre più grosse, diventando così sempre più un personaggio ridicolo e caricaturale, capace di essere davvero sé stesso soltanto di fronte alla moglie.

Non era soltanto un grande show televisivo né una semplice partita a tennis, ma sarebbe stato un evento che avrebbe segnato la storia della società americana e dei rapporti di gender, perché è stata una battaglia politica contro il pregiudizio sulla qualità del gioco offerto dalle donne. L’interesse del film risiede nella lotta di Billie Jean King in campo per ridurre lo scarto tra uomini e donne nell’universo sportivo e fuori svolgendo la ricerca identitaria di una donna che scopre la propria omosessualità in un’epoca che non faceva sconti, anzi, coltivava l’omofobia.

 

La battaglie dei sessi contiene in sé tutti gli elementi necessari per trasformarsi in un film coinvolgente, divertente e perfino commovente come sono stati capaci di fare Jonathan Dayton e Valerie Faris, già realizzatori di Little Miss Sunshine. Un film che evoca una società, non troppo lontana dalla nostra, dove il sessismo era sistematico e sostenuto da uomini che incarnavano l’autorità e la interpretavano con arroganza e supponenza. Anche se King batte Riggs con 6-4, 6-3, 6-3, l’incontro non è ancora vinto.

Ilaria Sinopoli

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