“La musica in cui viviamo”, la scuola studia il rapporto delle nuove generazioni con la musica

«Questa pubblicazione (..) è nata come una ricognizione nel mondo della scuola per cercare di capire qual è il rapporto delle nuove generazioni con la musica»

Tratto dal libro La musica in cui viviamo

La Musica in cui viviamo – Com’è cambiato oggi tra i giovani il modo di percepire la musica: questo è il titolo evocativo della pubblicazione curata dalla rassegna barese Time Zones in collaborazione con Bosh – Tecnologie per la vita. Si tratta di un’iniziativa nata dalla consapevolezza che la musica è uno dei doni più misteriosi di cui sono dotati gli esseri umani e merita di essere adeguatamente valorizzata.
Il testo raccoglie le riflessioni personali (testi, poesie, semplici messaggi) di un campione significativo di oltre mille studenti dell’aera metropolitana di Bari, appartenenti a diversi ordini, indirizzi e gradi scolastici, dalla scuola primaria fino all’’Università.

La presentazione del libro è avvenuta il giorno 5 giugno 2017 alle ore 18.30 presso la Libreria Laterza di Bari ed è stato completamente governata da una parola d’ordine: Emozione. L’incontro, organizzato dal gruppo classe 2˚ C dell’I.C. Mazzini-Modugno (Ba) e inserito nell’ambito del percorso di Arte e Immagine 2016/2017, ha cercato di diffondere al pubblico la forza che risiede nella musica, ovvero la capacità di superare qualsivoglia diversità. Non ci sono confini quando si parla di note né barriere che tengano distanti. Si è tutti parte della medesima sinfonia.

Il libro è una vera e propria indagine sulla consapevolezza della musica tra i giovani, un catalogo di emozioni, sensazioni e passioni senza alcuna pretesa di scientificità. Tutte le riflessioni sono cariche di spontaneità e per questo fortemente espressive. Tra queste non mancano risposte davvero ‘naif’, che sembrano date con il cuore senza il filtro dl pensiero. Uno dei tanti protagonisti, ad esempio, esordisce con questa frase significativa: «mi tranquillizza sapere che nella tasca posteriore dei miei jeans ci sono sempre un paio di cuffiette che non aspettano altro che essere utilizza per mettere il mondo in pausa ed essere teletrasportata in un luogo sicuro».

L’obiettivo di questa raccolta è dare voce e dignità ai ragazzi e al contempo, sfruttando i loro pensieri più intimi, trattare il tema della musica nell’ambiente scolastico. Il tutto è calato all’interno del progetto Musicofilia:la musica in cui viviamo, che ha accomunato musicisti, esperti, insegnanti e studenti in un percorso di conoscenza della musica quale portatrice di valori culturali, sociali e produttivi.
Esaminando lo stato attuale del rapporto fra l’arte sonora e il mondo della scuola, ci si è resi conto dell’innegabile e progressivo svuotamento dei valori formativi dell’arte musicale. Il livello di investimento caratterizza tale ambito nel nostro sistema educativo relega inspiegabilmente la musica in un ruolo secondario, quasi di semplice intrattenimento. L’Italia, rispetto ad altre realtà scolastiche europee, risente di una condizione di arretratezza per l’incapacità di attribuire alla musica una dignità pari a tutte le altre materie di insegnamento.

Tuttavia, indipendentemente queste considerazioni, il libro riesce a sfatare alcuni luoghi comuni sulla fredda sensibilità (tutta smatphone e playstation) dei nativi digitali. Come emerge dalle parole dei protagonisti la musica è uno spazio di libertà di natura psicologica,  un momento di autocoscienza dove si agita il sentire individuale (quella dimensione composta di pulsioni, aspirazioni ed emozioni). Sembra, quindi, che almeno i giovani riescano a cogliere quanto la musica concorra alla formazione del cittadino/uomo. 

 

Francesca Rotondo

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