La coppia Favino-Fiorello per la prima volta in “Chi m’ha visto?”

Ambientata nei giorni nostri nella splendida cornice di Ginosa, piccolo centro della Murgia tarantina ed ispirata ad una storia vera, Chi m’ha visto?, in sala dal 28 settembre, è una pellicola che riflette all’interno di un contesto allegro e spensierato la realtà in cui viviamo, spesso in nome di una esagerata ed agognata fama, dimentichiamo l’importanza delle cose.

Martino Piccione è un chitarrista pugliese, ha 48 anni e imbraccia la chitarra per cantanti italiani di fama internazionale relegato a fare da supporter, all’ombra dei riflettori. Ossessionato dall’idea di guadagnare il centro del palcoscenico, Martino non sopporta le ironie e le provocazioni della gente del paese natio nel quale torna alla fine di ogni tour o concerto. L’unico che sembra capirlo è l’amico di sempre Peppino Quaglia, cowboy un pò cialtrone che, sfruttando la conformazione del territorio e la scoperta del nascondiglio perfetto, inventa un piano per attirare l’attenzione dei media: la sparizione di Martino. Il gesto estremo porterà a conseguenze ridicole e inaspettate.

Dietro la macchina da presa c’è Alessandro Pondi, autore e sceneggiatore televisivo, che debutta alla regia di un lungometraggio cinematografico con un film che paradossalmente ha come suo punto debole proprio la scrittura. Pondi cavalca molto le fila del racconto reiterando situazioni e facendo succedere ciò che tutti gli spettatori si aspettano che succeda e chiudendo la vicenda esattamente come è giusto che finisca. L’idea un pò pirandelliana e un pò ispirata a fatti di cronaca di inscenare la propria scomparsa per trarne vantaggio, non suona proprio come nuova, infatti la trama ricorda purtroppo molto da vicino quella di Omicidio all’italiana di Maccio Capatonda; anche lo stesso personaggio di Sabrina Impacciatore assomiglia molto a quello della Ferilli nel film del comico abruzzese.

Una commedia che non ha una solida struttura narrativa e che punta tutto sulla verve attoriale dei due attori protagonisti. Se da un lato quindi c’è la debolezza registica di Pondi, dall’altra c’è la potenza di una coppia che funziona, che si passa bene la palla, che si compensa, che si scambia più di una battuta spassosa, quella composta da Pierfrancesco Favino e Giuseppe Fiorello, alla loro prima volta insieme. Ma purtroppo due attori, per quanto dotati, da soli non fanno un film. Favino dà il massimo, confermadosi un purosangue con una irresistibile vena istrionica e soprattuto una formidabile capacità di calarsi in qualsiasi accento, che rendono le sue scene in Chi m’ha visto? esilaranti. Non manca un pizzico di poesia con Fiorello che suona immaginando davanti a sé il pubblico tanto sognato.

Ilaria Sinopoli

 

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