La Consulta Antiusura: il Governo approvi le leggi contro le mafie

L’usura, fenomeno collegato alla criminalità organizzata. Il denaro concesso a usura è il ricavato di attività illecite delle cosche mafiose

La Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II” si associa all’appello al Governo e alle Camere di approvare rapidamente le leggi per rafforzare la lotta alle mafie, firmato da Libera, Avviso Pubblico, Legambiente e Cgil, Cisl e Uil.

L’usura è un fenomeno strettamente collegato alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale, secondo l’esperienza ventennale maturata dalle 28 Fondazioni Antiusura italiane riunite nella Consulta. Il denaro concesso in prestito  a usura è spesso il ricavato delle attività illecite delle cosche mafiose. Le Fondazioni Antiusura  dunque puntano in particolare l’attenzione sulla legge n. 108/96 “Disposizioni in materia di usura” e sulle misure di contrasto alle mafie nel settore dell’ azzardo legale e illegale, che è una delle principali cause di povertà e  indebitamento, anche usurario, delle famiglie italiane.

L’anno scorso la normativa di prevenzione e contrasto dell’usura  ha celebrato venti anni  di vita. Dalla sua promulgazione  il contesto storico, economico e sociale in cui si diffonde l’usura è variato notevolmente. Necessita di una riforma urgente  che renda la normativa più aderente alle necessità delle persone indebitate e vittime di usura. Da troppi anni la Consulta ha  depositato nelle sedi istituzionali   le proposte di modifiche legislative che urgono.  Solo per citarne alcune, la normativa presenta una evidente illegittimità costituzionale, sostenuta da 13 noti costituzionalisti italiani, poiché discrimina per l’accesso ai fondi per le vittime di usura le famiglie, i giovani e i lavoratori. Possono accedere agli aiuti pubblici solo i titolari di imprese economiche.  Ma anche per coloro che sussiste tale diritto di accesso, le procedure sono lunghe, complesse e farraginose. Le vittime di usura che hanno il coraggio di denunciare gli usurai spesso si trovano in condizioni di emarginazione sociale ed economica, hanno davanti a loro il mercato del lavoro e del credito sbarrato, è preclusa ogni possibilità di procurarsi i mezzi di sostentamento personale e per la famiglia. Pertanto, è necessario, che quei fondi siano usufruibili in tempi brevi per arginare lo stato di povertà in cui finiscono le vittime di usura.

“Povertà e mafie” è il binomio che torna anche nell’azzardo lecito e illecito. Lo ha confermato anche la Commissione parlamentare Antimafia nei giorni scorsi. Esiste però tra le istituzioni  del Paese una discrasia, da una parte la relazione Antimafia in modo preciso e puntale evidenzia il fenomeno mafioso dell’azzardo in tutte le sue sfaccettature, dall’altra le misure di contrasto restano delle proposte che non si trasformano in leggi del Parlamento.

La Consulta Nazionale Antiusura si unisce pertanto all’appello lanciato nei giorni scorsi dagli organismi di lotta alle mafie, affinché le iniziative legislative, alcune delle quali sostenute da un’ampia maggioranza trasversale, frutto del lavoro della commissione Antimafia, già approvate da mesi o dalla Camera e dal Senato, con la possibile fine anticipata della legislatura, concludano l’iter legislativo di approvazione.

 

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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