Jasmine Trinca è “Fortunata”. Migliore attrice nella sezione “Un certain regard”

Jasmine Trinca si è aggiudicata il premio per la migliore interpretazione nella sezione “Un certain regard”, complementare al concorso principale di questa settantesima edizione del Festival de Cannes.

La giuria capitanata da Uma Thurman ha scelto la protagonista di Fortunata, il film diretto da Sergio Castellitto e scritto dalla moglie Margaret Mazzantini, nella quale interpreta una trentenne, giovane madre, che cresce da sola la propria bambina coltivando il sogno di aprire un negozio di parrucchiera, ma soprattutto spera per se e sua figlia una vita migliore in una Roma periferica e degradata. “Fortunata è una donna colorata, pop, che racconta un quotidiano molto semplice – la definisce Jasmine Trinca – che lei affronta con uno spirito eroico, di un eroismo però che ci riguarda tutti”.

Jasmine Trinca, commossa, ha dedicato il premio alla madre, scomparsa pochi anni fa, e alla figlia Elsa. “Lo dedico a mia madre – ha detto l’attrice – e a mia figlia, che stamattina, quando stavo per ripartire, mi ha detto ‘mamma, non mi lasciare'”. “Ci hanno richiamato, a Cannes non sai mai per quale premio, non te lo dicono, ma cosa importa? – dice Sergio Castellitto – Sono felice, orgoglioso, fiero. Fiero che Fortunata stia piacendo al pubblico e alla critica e che la giuria presieduta dalla guerriera Uma Thurman abbia amato la nostra guerriera di Torpignattara”.

Il film, uscito nelle sale italiane in contemporanea al passaggio al Festival, è attualmente nelle sale dove ieri era secondo al box office solo ai Pirati dei Caraibi di Johnny Depp, racconta la storia di una donna di oggi, parrucchiera a domicilio che ogni giorno vive il degrado della periferia romana, armata del suo trolley, di spazzole e phon e della complicità di sua figlia di otto anni, sognando un giorno di aprirsi un negozio tutto suo. “Ho girato il film come poteva essere un film bellico, quando vediamo Fortunata camminare per le strade di Tor Pignattara ho cercato di filmarla come avrei filmato lo sbarco in Normandia. Nell’incontro con l’ex marito, che qui è il nemico, c’è una sorta di combattimento dentro questa terribile giungla che può essere la città in certi casi” ha affermato Castellitto che ha voluto con questo personaggio fare un omaggio alle donne del cinema del passato, tra cui spicca sicuramente l’Anna Magnani in Mamma Roma di Pasolini e in Roma città aperta di Rossellini, calandole però nella contemporaneità multietnica delle nostre città di oggi.

Il premio come miglior film è andato a A Man of Integrity del regista iraniano Mohammad Rasoulof, premio della giuria al messicano Michel Franco per Las hijas de abril, miglior regista è stato designato l’americano Taylor Sheridan per Wind River mentre il premio Un certain regard “per la poesia” è andato a Mathieu Amalric per il suo antibiopic Barbara.

Ilaria Sinopoli

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