Intervista a Matteo Calisi in occasione del primo Anniversario della Visita di Papa Francesco alla Chiesa Evangelica della Riconciliazione a Caserta

Matteo Calisi, Presidente della Comunità di Gesù e co-presidente della Consultazione Carismatica Italiana, insieme con il Pastore Giovanni Traettino, è intervenuto alla Celebrazione del primo anniversario della Visita di Papa Francesco a Caserta con un breve riflessione. Egli è anche l’autore di un articolo dal titolo Papa Francesco e il dialogo con i Pentecostali, Un nuovo slancio ecumenico alla luce della ‘Visita fraterna’ di Papa Francesco alla Chiesa Evangelica della Riconciliazione di Caserta il 28 luglio 2014, pubblicato nella circostanza.

11816129_822393901210163_499842478308536344_oQuali sono le implicazioni ecumeniche dell’evento?

È del tutto evidente che il Movimento Pentecostale ha ricevuto dallo Spirito Santo una singolare vocazione per il dialogo ecumenico come la storia stessa ha dimostrato. E nonostante non siano mancati in passato dei gesti concreti a livello istituzionale da parte cattolica, come l’invito ai pentecostali a partecipare come osservatori al Concilio Ecumenico Vaticano II, l’istituzione della Commissione Internazionale di Dialogo cattolico-pentecostale, dell’allora Segretariato per l’Unità della Santa Sede, i rapporti tra cattolici e pentecostali rimarranno in situazione di stallo per molti decenni.

La crosta si rompe negli Anni ’80 grazie al Rinnovamento Carismatico Cattolico, che condivide con i pentecostali alcuni modi di pregare e sa come parlare con loro. Le prime esperienze strutturate e significative, personalmente seguite e incoraggiate da Papa Giovanni Paolo II avvengono precisamente in Italia, tra comunità carismatiche cattoliche e pastori pentecostali.

Ci racconti della nascita del Movimento di Riconciliazione qui in Italia

L’incontro fra la Chiesa Evangelica della Riconciliazione e la Comunità di Gesù ha un ruolo cruciale in questo avvio di dialogo, che maturerà lentamente – e non senza opposizioni, sia nel mondo cattolico sia in quello dei pentecostali – fino alla costituzione negli Anni ’90 di strutture permanenti tra cui la Consultazione Carismatica Italiana, nata nel 1993.

Nel 1992 il pastore Giovanni fu invitato a parlare ad una Conferenza Carismatica Cattolica nello Stadio di Calcio “San Nicola” a Bari. In quell’occasione egli compì un gesto profetico, quello di lavare i piedi ad un rappresentante della Chiesa Cattolica. Fu questo gesto di umiltà che segnò l’inizio di una lunga collaborazione tra i carismatici cattolici ed evangelici.

Nella primavera del 1996, in occasione del Convegno Nazionale dell’Associazione ‘Rinnovamento nello Spirito Santo’ a Rimini, un significativo numero di Prelati cattolici ricambiarono al Pastore Giovanni la richiesta di perdono e gli baciarono i piedi. Fu un evento di grande portata storica dal momento che veniva chiesto per la prima volta perdono da parte dei cattolici ad un rappresentante del Movimento Pentecostale.

Quali sviluppi ha avuto il ministero della riconciliazione in questi ultimi decenni

Testimone e studioso qualificato all’epoca di questi eventi, il prof. Massimo Introvigne, descrisse questo dialogo nel 1996, per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova, in un volume dal titolo Aspettando la Pentecoste. Il quarto ecumenismo. Intervista a Matteo Calisi e Giovanni Traettino e con la pregevole prefazione del Pastore Paolo Ricca e la sapiente presentazione di Mons. Nogaro in questa Chiesa della Riconciliazione. Il libro intervista, che ebbe notevole risonanza negli ambienti carismatici cattolici e nel mondo protestante italiano, portava all’attenzione generale un dialogo che si era svolto lontano dai riflettori dei media come dall’ecumenismo «ufficiale», fra una parte significativa del mondo carismatico cattolico e alcuni protestanti pentecostali. Gli anni che seguirono a questa prima fase, vide il diffondersi di questo movimento di riconciliazione in altre parti del mondo in collaborazione con altri antichi e recenti movimenti ecumenici in Europa, America del Nord, America del Sud e Asia.

A questo punto entra in scena il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires…

La Visita fraterna di Papa Francesco alla Chiesa Evangelica della Riconciliazione di Caserta dell’anno scorso s’inscrive in questo dialogo tra cattolici ed evangelici sorto qui in Italia e poi accolto in Argentina nel 2003 dall’allora Cardinale Bergoglio. Questa radice storica è fondamentale per comprendere appieno il significato e la portata storica dell’evento che ora celebriamo. La storia del movimento di riconciliazione ha un inizio e uno sviluppo ordinato e coerente.

Ci parli del gesto ecumenico di Papa Francesco a Caserta

La Visita fraterna di Papa Francesco è la ‘prima’ nella storia di un Vescovo di Roma. Egli affermerà: “Qualcuno sarà stupito: “Ma, il Papa è andato dagli evangelici”. E’ andato a trovare i fratelli! Sì! Perché – e questo che dirò è verità – sono loro che sono venuti prima a trovare me a Buenos Aires.”

Durante il suo breve pontificato, Papa Francesco si è accostato a questa ‘area ecumenica’ con una nuova svolta, caratterizzata, sovente, da iniziative personali specificamente indirizzata al mondo di evangelici e pentecostali e apparentemente senza alcuna attività ufficiale da parte del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dei consueti protocolli pontifici.

Papa Francesco, che rappresenta in sommo grado la Chiesa Cattolica gerarchica-istituzionale si è mostrato particolarmente sensibile all’aspetto profetico e carismatico, non solo, ma è capace egli stesso di compiere gesti profetici, che appartengono più al libero profetismo che alla munus gerarchico e sacramentale della Chiesa. Risuona con una certa frequenza nei suoi discorsi l’esortazione profetica “Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo, con quella libertà; e per favore, non ingabbiate lo Spirito Santo! Con libertà!” Con la visita di Caserta il Papa lancia un chiaro messaggio a noi cristiani di oggi affinché poniamo la dovuta attenzione a questi aspetti profetici e carismatici per evitare che le correnti profetiche e la Chiesa-Istituzione camminino ignorandosi o peggio ancora in disunità.

Lo stile ecumenico e carismatico di Papa Francesco ha avuto numerosi consensi negli ambienti ‘evangelicals’ e carismatici nel mondo,specie negli USA, meno che qui in Italia, sia sul versante evangelico che su quello cattolico. Il cattolico medio italiano, impreparato a questi imprevedibili gesti profetici di un Papa, si è trovato letteralmente spiazzato a causa della scarsa conoscenza del movimento carismatico-pentecostale. Persino alcuni pensatori e scrittori cattolici, hanno gridato subito allo ‘scandalo’!

Quali implicazioni storiche ha avuto la Visita di Papa Francesco a Caserta?

Il gesto profetico di Francesco è molto ricco di significato, non solo a livello ecclesiale, ma soprattutto umanitario con un solido fondamento storico che molti ignorano. Così commenterà l’Osservatore Romano:“Papa Francesco ha offerto l’ennesima testimonianza del grande rispetto che egli nutre per ogni persona, a prescindere dal credo religioso, dalla razza, dalla cultura, dai convincimenti politici o da quant’altro. È tornato a Caserta… per incontrare il pastore evangelico Giovanni Traettino, suo amico, e per chiedere perdono alla comunità evangelica pentecostale per le angherie subite nel periodo del fascismo in Italia.”

Anche se taluni osservatori preferiranno interpretare i gesti inusitati di Papa Francesco a Caserta, accanto alle richieste di perdono nei confronti degli Hussiti e dei Valdesi, come quelli di una grande riformatore, o di un rivoluzionario, o di un profeta, o di un catto-evangelical o persino di un carismatico semi-eretico, l’importante, in tutto questo, è che Papa Francesco rappresenta per la Chiesa tutta il modello più autentico del ministero della riconciliazione e dell’unità che non possiamo più ignorare.

Egli ha scelto la sua ‘parte migliore’ che nessuno può togliergli e che, al contrario, dobbiamo responsabilmente mettere ben in luce.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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