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“che Impresa-Istruzioni per l’uso” (n. 31) – Donne, madri e manager: il valore aggiunto di un impresa di successo

Maria Raspatelli 12 marzo 2017 Commenti disabilitati su “che Impresa-Istruzioni per l’uso” (n. 31) – Donne, madri e manager: il valore aggiunto di un impresa di successo
“che Impresa-Istruzioni per l’uso” (n. 31) – Donne, madri e manager: il valore aggiunto di un impresa di successo

Ospiti della trasmissione di Antonio Curci sono state: Luciana Di Bisceglie (Imprenditrice e Vice Presidente Nazionale e Pres.te Ba-BAT “Confcommercio Terziario Donna”), Deborah Virgilio (Imprenditrice e Vice Presidente Ba-BAT “Confcommercio Terziario Donna”), Marina Tinelli (Imprenditrice-Delegata Donne Impresa Provinciale Coldiretti Bari-BAT)

 

“Nell’economia dello sviluppo niente ha un’importanza pari a quella di un riconoscimento adeguato della partecipazione e della funzione direttiva, politica, economica e sociale delle donne. Si tratta di un aspetto cruciale dello sviluppo come libertà”. È quanto afferma il premio Nobel per l’economia Amarthia Sen.

Benché ci sia stata un’evoluzione della condizione femminile in Occidente, la donna, ancora oggi, si ritrova a dover lottare per il riconoscimento dei propri diritti in ambito lavorativo, dalla parità di retribuzione salariare al riconoscimento degli stessi diritti per l’accesso alle cariche di maggiore prestigio. A questo poi si aggiungono tutti i problemi legati alla grande fatica di dover conciliare gli impegni lavorativi con i propri impegni privati.

In Italia la presenza femminile nel mondo imprenditoriale è ancora bassa, soprattutto se i dati si confrontano con gli standard europei e la disparità tra uomo e donna cresce se si fa riferimento ai livelli più elevati delle posizioni organizzative e di rappresentanza.

Ancora oggi assistiamo al fenomeno che va sotto il nome di glass ceiling, soffitto di vetro, che indica la situazione nella quale si trova una donna quando inizia la scalata gerarchica all’interno di un’organizzazione ed è costretta a combattere contro barriere invisibili che ostacolano il suo successo.

Ma quando una donna riesce a raggiungere una posizione di leadership, quanto incide il suo essere donna all’interno della gestione del proprio ruolo? La risposta ci viene dagli studi condotti a partire dagli anni novanta sulla differenza di genere nell’esercizio della leadership.

Le donne, per motivi culturali, sono più predisposte degli uomini a sviluppare una leadership più transfunzionale, che viene considerata più efficace nell’attuale contesto lavorativo.

Già durante l’infanzia le donne sviluppano atteggiamenti cooperativi, altruistici che le spingono a prendersi cura degli altri, ad accrescere una certa capacità empatica e ad esprimere al meglio la propria intelligenza emotiva, anche in un contesto lavorativo.

Spesso, però, quando si parla di lavoro al femminile si focalizza l’attenzione sulle donne lavoratrici dipendenti, e raramente si punta il focus sulle donne imprenditrici, che comunque oggi risultano essere una realtà sempre più evidente. Anche il cinema, quando rappresenta la figura della donna manager, ne espone la sua caricatura, oppure tende a inglobare all’interno della sua leadership elementi toxic, che di fatto contraddicono gli studi compiuti fino ad oggi.

Le peculiarità dell’impresa al femminile, infatti, si sostanziano in due elementi fondamentali: le competenze relazionali e l’essere multitasking. Queste due caratteristiche consentono alle donne, che accettano la sfida della leadership, di gestire i rapporti interni ed esterni all’azienda con maggiore flessibilità, pur non mancando di avere uno sguardo sempre attento alla produttività della propria azienda.

C’è dunque una consapevolezza maggiore che ci fa salutare con favore la giornata delle donne nel 2017: le imprese di successo, soprattutto al Sud, si tingono sempre più di rosa!

Maria Raspatelli

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