Il Derby d’Italia sorride alla Juventus

Cagliari ultima compagine a salutare la A. Berardi, che tripletta al Milan!

 

Ainter-juventusnche se la Juve ha già vinto lo scudetto e ha l’attenzione rivolta altrove, anche se l’Inter non è più l’Inter di qualche anno fa, il Derby d’Italia è sempre gara di fascino; a San Siro però i nerazzurri vengono beffati dai campioni in carica – seppur imbottiti di “riserve” – e vedono allontanarsi le chances di Europa League. Vantaggio dei padroni di casa con Icardi, pareggia Marchisio dal dischetto, nel finale Morata calcia da fuori e Handanovic la combina grossa. 1-2 per i capoclassifica.

È ufficiale l’ultimo verdetto nella zona retrocessione: assieme a Parma e Cesena è il Cagliari a salutare la massima serie. Speranze già ridotte al lumicino, con il Palermo serviva vincere ed invece non arriva nemmeno un punto. Vazquez manda subito avanti i rosanero, poi gli isolani giocano bene e in più di un’occasione gli attaccanti si trovano a tu per tu con Sorrentino: il portiere è un gigante e  la sua rete resta inviolata fino al 90′.

Nella corsa al secondo posto si registra l’importantissimo successo della Roma in rimonta contro l’Udinese. Vantaggio friulano di Perica, poi in contropiede si sbaglia l’occasione dello 0-2 e su capovolgimento di fronte Nainggolan fa 1 a 1. Nella ripresa svarione si Widmer e raddoppio di Torosidis, ancora Nainggolan va vicino al tris con un bel colpo di tacco ma è sufficiente così per mantenere la seconda piazza.

Colpaccio Lazio sul difficile campo di Marassi, dove la Samp cerca i punti qualificazione per l’Europa. Il gol partita lo segna Gentiletti: il difensore – dopo mesi di stop per infortunio – si toglie la soddisfazione di un gol che può essere decisivo. Male gli uomini di Mihajlovic ma nulla è ancora compromesso.

Il Napoli tiene testa alle romane seppur soffrendo col retrocesso Cesena: nel primo tempo Defrel con una doppietta tiene a galla i romagnoli al cospetto dei gol di Mertens e Gabbiadini; nella ripresa è nuovamente Mertens – man of the match – a siglare il gol decisivo. Partenopei tre lunghezze sotto la Lazio.

Si rialza dai fischi di coppa la Fiorentina che regola la pratica Parma con un secco 3-0; in vantaggio col colpo di testa di G. Rodriguez, è un altro colpo di testa, stavolta dell’ex Gilardino, a raddoppiare. Nella ripresa il sigillo lo mette Salah e i viola blindano il quinto posto.

Seppur sospesi a un filo per la mancata licenza Uefa che li escluderebbe dalle coppe, il Genoa gioca un’altra grande partita e asfalta l’Atalanta – in casa loro – per 4 a 1. Al vantaggio dell’ex Pinilla su rigore rispondono Pavoletti, Bertolacci e la doppietta di un sempre più fenomenale Iago Falque. Sorpassati i cugini blucerchiati. Per l’Atalanta una gara da buttare ma la consolazione di una salvezza sofferta, ottenuta in virtù del k.o. del Cagliari.

È la giornata di Berardi. Dopo il poker rifilato al Milan lo scorso anno – che costò la panchina ad Allegri – il baby talento si ripete con il Diavolo e nella gara delle 12.30 ne fa tre a Diego Lopez; sul primo il portierone ex Real Madrid è però decisivo, con un intervento maldestro e un tentativo disperato di evitare il gol sulla linea: per l’arbitro è gol, ma il fermo immagine non chiarisce. Dopo il secondo gol dell’attaccante neroverde si svegliano i ragazzi di Inzaghi: accorcia Bonaventura, pareggia Alex. Nel finale la beffa, ancora Berardi taglia l’area e sigla la tripletta personale.

Contano poco a livello di classifica, ma regalano emozioni i match di Torino e Verona.

In Piemonte i granata – aritmeticamente ancora in corsa per il sesto posto, ma avanti le altre non mollano – stende il Chievo per 2-0; mattatore della gara l’ex Maxi Lopez, autore di entrambi i gol della contesa.

Divertente anche il match in Veneto tra i padroni di casi dell’Hellas e l’Empoli di Maccarone; al vantaggio dell’inarrestabile Saponara di questi ultimi due mesi gli scaligeri cercano di far segnare Toni (in corsa nella classifica di capocannoniere): il campione del mondo ci va vicino un paio di volte, le realizzazioni però arrivano da Moras – di testa – e Sala.

Claudio Mastrodonato

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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