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Igiene orale: dentisti severi anche con gli adulti!

Francesca Morga 15 maggio 2017 Commenti disabilitati su Igiene orale: dentisti severi anche con gli adulti!
Igiene orale: dentisti severi anche con gli adulti!

Nessuno è mai morto di carie, ma alzi la mano chi non ha mai avuto paura ad andare dal dentista. Per questo forse gli italiani, tuttora, sottovalutano il problema orale più diffuso nel Paese: il 90% della popolazione prima o poi ha dovuto fronteggiare il problema della carie, tuttavia, nonostante ciò non c’è una sufficiente attenzione alla prevenzione, né una buona conoscenza delle cause o delle giuste terapie. Lo sottolinea un’indagine dell’Aic presentata all’avvio del progetto «hAICarie», che mira a migliorare l’informazione di dentisti e cittadini in merito alla diagnosi della carie: stando ai dati raccolti su 1000 adulti con figli da zero a 14 anni, grandi e piccini sono infatti accomunati da una scarsa costanza nei controlli, e dall’adottare cattive abitudini. Il 65% delle persone prese a campione ammette di prenotare una visita solo in caso di sintomo evidente, dal dolore a un’infezione; uno su tre si lava i denti solo una volta al giorno, alla sera, e non va meglio fra i più piccoli visto che un bambino su quattro mette mano allo spazzolino solo se spronato da mamma e papà, uno su cinque, poi, lo fa quando si ricorda o ha tempo. Insomma, l’igiene orale viene sottovalutata, nonostante il 24% degli italiani annoveri una scarsa pulizia dei denti fra le principali cause della carie.

«Purtroppo manca ancora una sufficiente sensibilità in materia — ammette Stefano Patroni, presidente Aic —. Basti pensare che secondo più della metà dei genitori i denti da latte cariati non si devono curare perché sono destinati a cadere, mentre invece sono importanti non solo per un bel sorriso, ma anche per la masticazione e soprattutto per una corretta evoluzione della dentatura permanente». Se infatti di carie non si muore, è vero però che i denti infiammati o cariati peggiorano l’alito, l’estetica, la masticazione e, essendo più fragili, sono maggiormente esposti a cadute e ripercussioni sulla funzionalità orale.

L’imperativo quindi è prevenire e le regole sono semplici, come spiega Patroni: «Primo, lavare i denti dopo ogni pasto per eliminare i batteri che provocano la carie: va benissimo lo spazzolino manuale, meglio ancora uno elettrico di nuova generazione ma non esiste uno strumento che faccia tutto da sé, occorre sempre orientare lo spazzolino in modo corretto ed esercitare la giusta pressione. Alla sera, mai dimenticare il filo interdentale o, se gli spazi fra i denti sono ampi, lo scovolino; vanno tuttavia saputi usare, altrimenti si rischia di ferire le gengive.

Ecco perché è bene fare periodiche sedute dall’igienista e controlli dal dentista: con il tempo tutti tendiamo a ripetere gli stessi errori in igiene orale e il professionista, oltre a spiegare le modalità d’uso corrette di filo e spazzolino, “rinforza il messaggio” ricordandoci quanto sia indispensabile pulire i denti». La scarsa igiene orale provoca proliferazione dei batteri che ristagnano e si annidano negli spazi interde tali, a maggior ragione se facciamo uso massivo di alimenti o bevande dolci visto che gli zuccheri sono il loro cibo preferito. Inutile poi credere ai “miracoli da chewing-gum”: «Le gomme non proteggono dalla carie: non fanno male e aiutano un minimo nella pulizia, ma sono utili solo quando proprio non si può ricorrere allo spazzolino. La rimozione meccanica di batteri e placca è l’unica davvero efficace — sottolinea il dentista —. Una buona prevenzione, poi, passa da controlli regolari e radiografie endorali, una volta all’anno se si è ad alto rischio carie, ogni due anni se la probabilità è bassa: oggi la dose di raggi è minima e la panoramica, che la maggioranza delle persone ritiene a torto l’esame ideale per scoprire le carie, non è altrettanto efficiente».

Francesca Morga

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