HUMAN: la necessità di preservare i diritti umani

Questo slideshow richiede JavaScript.

«Umano è il corpo  nella sua integrità fisica e psichica, nella sua individualità: quando questa integrità viene soppressa o annullata con la violenza si precipita nel disumano»

Dallo spettacolo di Marco Baliani e Lella Costa

Umani sono i sentimenti, le idee, le emozioni, le relazioni, i diritti. Li abbiamo sognati eterni e universali ma bisogna prendere atto, con dolore e smarrimento, che il più delle volte non lo sono. La storia del nostro novecento e le vicende di questo primo millennio dimostrano che le intolleranze e le persecuzioni, individuali o di massa, nei confronti degli inermi e degli innocenti, continuano a perpetrarsi senza sosta. Il progetto HUMAN nasce da questa amara consapevolezza: il termine, evocativo nella pronuncia e sbarrato da una linea nera, rappresenta la necessità di preservare ed affermare con forza l’umano, ma al tempo stesso la sua possibile e tragica negazione.

L’incontro sul tema dei diritti umani si è svolto martedì 14 febbraio alle ore 12:00 presso il Centro Polifunzionale Studenti in Piazza Cesare Battisti a Bari. A presiederlo sono stati Marco Baliani, Lella Costa – autori della “ricerca teatrale” omonima – la docente universitaria Ines Ravasini e i volontari del Gruppo Territoriale Emergency-Bari Carmine Simeone e Serena Cazzolla.
Il gruppo opera ormai da molti anni nel territorio locale, presiedendo eventi che a vario titolo intendono diffondere, principalmente nelle scuole e nelle università, gli ideali di una cultura di pace.  In questo modo è possibile sostenere i progetti umanitari di EMERGENCY Ong Onlus, che fa suo il Preambolo alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948: «il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della società umana è la base di libertà, giustizia e pace nel Mondo». Ci si batte soprattutto per il sostegno e la cura gratuita e di qualità delle vittime della guerra, delle mine e della povertà.

Nello specifico il progetto HUMAN si è declinato in forma di spettacolo teatrale lunedì 13 e martedì 14 febbraio, in scena al Teatro Petruzzelli come terzo appuntamento della Stagione comunale di Prosa 2016/2017 e realizzato in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Scritta da Marco Baliani e Lella Costa, questa rappresentazione ha preso avvio dal mito dell’Eneide e dall’amore leggendario di Ero e Leandro, i due amanti che vivevano sulle rive opposte dell’Ellesponto,  per interrogare  sul senso profondo del migrare. Il protagonista indiscusso della narrazione è stato lo spaesamento comune, quell’andare incerto degli human beings in una realtà fintamente priva di confini ed argini e invece ricca di barriere, soprattutto mentali.

La presenza di testimonianze dirette, brandelli di vita vissuta, riflessioni personali degli autori insieme alla libera espressione del pubblico ha permesso di arricchire di sfumature questo delicato “diario di viaggio”. Ma non si è trattato di una semplice forma di teatro civile, un resoconto arricchito di frasi ad effetto per indignare o commuovere e nulla più. L’ardito obbiettivo degli autori è stato quello di scrollare di dosso dallo spettatore, dal “cittadino medio”,  quella patina di buonismo che troppo spesso è cucita addosso. Quindi  spiazzarlo, inquietarlo, turbarlo, assediarlo di domande e al contempo incantarlo e divertirlo, perché questa è la funzione del teatro.

I nervi scoperti della nostra cultura, le parti in ombra della quotidianità e gli avvenimenti salienti e terribili che hanno come protagonista la nostra cara Europa – entità geografica e al contempo sistema “occidentale” di valori e di idee – sono stati tutti scandagliati, uno ad uno, e svelati nella loro durezza. Particolare attenzione hanno meritato i fondamentalismi religiosi, gli attentati che sconvolgono le città e l’andirivieni dei profughi che cercano rifugio. Si è declinata così una forma di teatro sapientemente sferzante, nutrita di ironia e di umorismo, che ha scoperchiato i conflitti, svelato le contraddizioni, i luoghi comuni, l’impasse, le ipocrisie e le paure indicibili con la leggerezza del sorriso, la visionarietà delle immagini e la forza della poesia.

 

Francesca Rotondo

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: