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A Grado (GO), mostra su Andy Wahrol dal 4 agosto al 2 settembre

Martina Ragone 31 agosto 2018 Commenti disabilitati su A Grado (GO), mostra su Andy Wahrol dal 4 agosto al 2 settembre
A Grado (GO), mostra su Andy Wahrol dal 4 agosto al 2 settembre

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A Grado (GO), dal 4 agosto al 2 settembre 2018, presso l’ex cinema cristallo in via Dante Alighieri 29, si può ammirare la mostra di oltre 40 opere provenienti da collezioni private di tutta Italia, del celebre artista pop, Andy Warhol. L’evento è stato promosso dall’Assessorato alla cultura del Comune di Grado, in collaborazione con l’agenzia MV Eventi di Vicenza.
Andy Warhol (1928 – 1987) è stato un artista che ha segnato la storia dell’arte del XX secolo, nonché è uno dei massimi esponenti della Pop Art statunitense. È stato da sempre simbolo di trasgressione, per lo stile di vita eccentrico. Si dedicò al cinema sperimentale, con film che ritraevano il mondo della prostituzione, dei trans e della droga e si è sempre circondato di omosessuali e travestiti. Ma al contempo era molto credente: aveva sempre un rosario e un libro di preghiera accanto al suo letto e uno dei suoi ultimi lavori fu una riproduzione pittorica de “l’Ultima cena”.
Dal punto di vista artistico, sovvertì lo stesso concetto di arte, in una società in cui il valore più importante era quello del consumismo. Wahrol non ambì a ritrarre soggetti complessi, ma quelli più semplici e banali: è come se portasse le vetrine dei negozi e i prodotti di un supermercato in dei musei, rendendoli delle opere d’arte a tutti gli effetti. La sua intenzione era quella di essere lui stesso a stampare/serigrafare manualmente tutti i soggetti per donare ad ognuno un’individuale personalità. Era ossessionato dalla ripetizione di un’azione o di un volto, come lui stesso affermò: “Non è forse la vita una serie di immagini, che cambiano solo nel modo di ripetersi?”. Sono celebri, infatti, le numerose serigrafie su Marilyn Monroe – presenti nella mostra – tutte riprodotte a mano dall’autore, o quella del dollaro, emblema per eccellenza del consumismo. Tra i suoi soggetti preferiti spiccano anche i fumetti, come Topolino, o le icone pubblicitarie, come quelle su Babbo Natale. Nella mostra vi è anche il ritratto del celebre favolista Andersen, raffigurato con due cuori in mano, uno a simboleggiare la natura dei personaggi di cui scriveva e l’altro correlato ad un’altra passione di Andersen, ovvero creare altri personaggi da dei ritagli di carta, che spesso non avevano nulla in comune con le storie, ma erano solo libere associazioni. Suggestiva anche la serigrafia sull’organo del cuore, riprodotto in bianco e nero, come se fosse un’ecografia, e quella su un enorme fiore, che sembra ricamato su tela.
Un’esposizione ben organizzata, che non racconta solo la vita e i soggetti che Andy Wahrol amava raffigurare, ma anche la storia di un mondo intero che sta cambiando verso altri valori più futili. Il tutto è reso con delle serigrafie molto particolari: non si poteva utilizzare tecnica migliore per parlare di una società che modella le menti del consumatore allo stesso modo, alienandole da un modus vivendi proprio ed originale.

Martina Ragone

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