Firenze, una bambina di 6 anni non può frequentare la scuola perché i suoi compagni non sono vaccinati

vacciniUna bambina di 6 anni, impossibilitata a fare i richiami dei vaccini per morbillo, parotite, varicella e rosolia a causa di un’immunodeficienza subentrata, non può andare a scuola perché stare vicino agli altri bambini non vaccinati la esporrebbe ad un rischio mortale.

Entrano così in conflitto due diritti: quello all’istruzione della bimba e quello dei genitori degli altri bambini di non vaccinare i propri figli.

Sul caso, è intervenuto il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, promettendo un pronto intervento volto a garantire il diritto all’istruzione, “un diritto fondamentale della persona come il diritto alla salute e all’espressione delle proprie idee”.

Intanto dalla Asl di Firenze viene rinnovato l’invito a “vaccinare tutti i bambini e la popolazione generale seguendo le indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale del ministero della Salute e il calendario delle vaccinazioni della Regione Toscana”, senza dar conto alle dicerie diffuse sulla relazione causale tra vaccini e autismo.

Questa ipotesi, che la vaccinazione MPR (Morbillo-Parotite-Rosolia) possa essere causa di autismo, fu sollevata, verso la fine degli anni Novanta, dal gastroenterologo inglese Wakefield e da alcuni suoi colleghi, convinti che il vaccino MPR potesse causare infiammazione intestinale con aumento di permeabilità della barriera intestinale, e quindi circolazione di sostanze tossiche per l’encefalo con conseguente sviluppo di autismo.

E mentre i medici in questione sono stati radiati dall’ordine per falsificazione dei dati, tanti genitori ancora si ostinano su questa linea, esponendo i loro figli a rischi più gravi e creando dei disagi a livello sociale, non considerando neanche gli oltre 25 studi, condotti negli ultimi 15 anni, che hanno negato ogni tipo di correlazione tra vaccini, autismo e disturbi vari.

Giulia Cataneo

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