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I film di una volta – Avatar di James Cameron

Silvia Di Conno 10 aprile 2017 Commenti disabilitati su I film di una volta – Avatar di James Cameron
I film di una volta – Avatar di James Cameron

Avatar è un film distribuito nei cinema di tutto il mondo tra il 16 e il 18 dicembre 2009: è stato diretto, scritto, co-montato e co-prodotto da James Cameron – regista di “Titanic”- e interpretato da Sam WorthingtonStephen LangZoë SaldañaSigourney WeaverGiovanni Ribisi e Michelle Rodriguez.

Se il budget di produzione del film è stato di circa 237 milioni di dollari il suo incasso è stato pari a 2,8 miliardi di dollari in tutto il mondo: esso è diventato così la pellicola cinematografica[con più incassi della storia del cinema.  E’ stato proiettato nel tradizionale formato 2D, ma ha visto anche un’ampia diffusione in 3D e in 3D IMAX.: lo stesso Cameron, in quanto forte sostenitore del 3D come futuro del cinema, ha dichiarato che l’esperienza in toto del film è davvero possibile tramite la visione tridimensionale diquesto perchè è stato da lui pensato in maniera quasi inscindibile da questa modalità di visione.

Il film si è aggiudicato 3 Premi Oscar su 9 nomination nel 2010: per la migliore fotografia, la migliore scenografia e i migliori effetti speciali.

L’ambientazione temporale è il 2154: la RDA, una compagnia interplanetaria terrestre del Kansas, intende sfruttare i giacimenti minerari di Pandora, luna del gigante gassoso Polifemo, appartenente al sistema stellare Alfa Centauri. Pandora è ricco fondamentalmente di giacimenti di unobtainium, un cristallo ferroso il cui sfruttamento potrebbe probabilmente risolvere i gravi problemi energetici che assillano la Terra da decenni. Esso è l’unico nella galassia a poter fungere da superconduttore a temperatura ambiente, anche fino al suo punto di fusione e probabilmente possiede il più forte campo magnetico conosciuto tra i metalli.

Pandora è un mondo primordiale ricoperto da foreste pluviali con alberi alti anche fino a trecento metri e abitato da varie creature non esistenti sulla terra: la specie dominante – speculare all’uomo sulla terra-  è costituita da umanoidi senzienti chiamati Na’vi, alti mediamente anche più di tre metri e con pelle blu striata.

L’atmosfera del satellite è respirabile dagli umani solo tramite maschere filtranti perchè è contaminata da un miscuglio disostanze tossiche: gli scienziati hanno quindi sviluppato degli avatar per rendere possibile l’arrivo a Pandora di uomini in missione. Questi avatarcorpi ottenuti unendo geni umani e geni Na’vi, sono privi di coscienza propria: solo attraverso un’interfaccia mentale, l’essere umano -il cui DNA è stato usato per creare l’avatar– può trasferirvi  la sua coscienza e autocoscienza, controllandolo così come se fosse il suo corpo. Questo collegamento è effettuabile tramite una capsula tecnologica in cui il soggetto apparentemente dorme, ma di fatto sta in quel momento agendo nel mondo di Pandora nelle fattezze del suo Avatar.

Il protagonista è Jake Sully (Sam Worthington), ex marine invalido che sostituisce il gemello Tommy, rimasto ucciso durante una rapina. Jake, essendo il suo gemello monozigote, può usare l’avatar che era stato progettato con il codice genetico di Tommy.

Pur ignorando assolutamente tutto sugli avatar, su Pandora e sui Na’vi, Jake si lascia muovere dal suo desiderio più grande: tornare a camminare. Il colonnello Quaritch (Stephen Lang) gli ha infatti offerto una costosa operazione chirurgica per fargli recuperare l’uso delle gambe, purchè egli riesca ad acquisire e a riferirgli informazioni sul popolo dei Na’vi determinanti per attaccarli.

Jake diventa velocemente abile nel controllare il proprio avatar ma le difficoltà che deve affrontare nella foresta sono innumerevoli, considerati tutti gli animali feroci inesistenti sulla terra.  Lo scontro con i Viperwolf, predatori notturni piccoli e aggressivi, sembra essere il momento in cui egli sta per soccombere, ma viene salvato da Neytiri, guerriera Na’vi che stranamente parla la lingua umana. Jake la segue, riuscendo così a farsi conoscere dagli Omaticaya, clan Na’vi al quale Neytiri appartiene: sono i membri di questa salda comunità ad approvare la possibilità che Neytiri faccia apprendere a Jake il loro stile divita, non riducibile ad un semplice insieme di usi, costumi e abilità sconosciute agli uomini, ma definibile come un tipo diapproccio al mondo completamente diverso da quello umano. I Na’vi instaurano infatti un rapporto empatico con le creature diPandora, possibile grazie ad un legame biochimico tra le appendici neurali delle trecce dei Na’vi e quelle di animali, alberi ed altri esseri viventi che li unisce come fossero sinapsi.

L’alterità diviene così prolungamento dell’io, ma non in una prospettiva riduzionistica per cui il soggetto riduce l’oggetto a sè, ma in una dimensione di duplice scambio forte come una connessione cerebrale tra due pensieri all’interno di uno stesso cervello. Un pò diverso è invece il meccanismo che fonda quell’imprinting che si determina nel momento di reciproca scelta tra un Na’vi e il suo animale: quest’ultimo può divenire appartenente al primo solo se cerca di ucciderlo e il Na’vi, di rimando, riesce a sconfiggerlo; l’assoggettamento è quindi la precondizione solo nel caso di questo tipo di connessioni che devono durare per tutta la durata della vita del soggetto facente parte dei Na’vi: nei casi di connessione temporanea, invece, le due parti della natura che si fondono non si assoggettano reciprocamente per fondersi, ma si compenetrano direttamente senza lottare.

La natura è quindi rappresentata come una sorta di “grande madre” di cui tutti gli esseri viventi non sono che manifestazioni empiriche e la dimensione spirituale è interna alla natura stessa: i membri della comunità Omaticaya, infatti, si riuniscono in preghiera attorno all’albero sacro di Eywa nelle cui radici scorrono le vite dei morti, dando così l’idea di un’unica energia vitale che nè si crea nè si distrugge, ma esiste da sempre per manifestarsi temporaneamente nei corpi di viventi.

Jake si sente sempre più a casa con gli Omaticaya da percepirsi fuori posto ogni qualvolta torna sulla Terra: quelli che dovevano essere i nemici con i quali avrebbe dovuto fingersi amico per carpir loro informazioni divengono così realmente i suoi amici, mentre gli uomini, inizialmente suoi alleati in questa missione, diventano la figura nemica. La scissione di Jake tra il suo io sulla terra e il suo Avatar su Pandora è tale che egli non riesce più a ritenere reale quello che per tutta la sua vita è stato il suo unico mondo. L’amore per Neytiri che lo ricambia è un ulteriore punto di forza che conferisce più realtà al mondo di Pandora che a quello terrestre: la scelta e tutto ciò che ne consegue divengono quindi tanto inevitabili quanto terribili ma Jake si dimostra all’altezza.

In questo capolavoro la  tracotanza riscontrabile nel colonnello Quaritch che vuol conquistare Pandora ad ogni costo pur di trarne i giacimenti preziosi, senza preoccuparsi del rispetto del popolo che vi abita, si richiama implicitamente ad eventi storici quali lo sterminio degli Indiani d’America avvenuto con l’arrivo degli europei alla fine del 19° secolo o anche quello dei tibetani ad opera dei cinesi che si è avviato dagli anni ’60 del ‘900: ambo i casi, seppur del tutto differenti, si sono infatti fondati su una presunta idea di civilizzazione propria degli aggressori che è stata meramente funzionale ad opporsi a tutti gli individui aventi usi e costumi in essa non inglobabili, soprattutto perchè ostacolanti per il raggiungimento di obiettivi economici prefissati dal popolo “forte”. In altri termini, come sempre, la motivazione ideologica è solo una maschera posticcia che male copre la reale ragione economica. Nel primo caso, infatti, lo scopo dei conquistatori europei è stato conquistare le terre e le ricchezze dei nativi; nel secondo il fine della Repubblica popolare cinese nel 1959 è stato ottenere il Tibet: la scusa dell’opposizione al Buddhismo  è stata quindi funzionale alla distruzione di monasteri, templi e statue d’oro, fuse e trasformate in lingotti da trasportare a Pechino.

Silvia Di Conno

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