Farida Belghoul: “La teoria gender porta alla barbarie”

Farida BelghoulFarida Belghoul, sostenitrice antirazzista, appassiona in questi giorni i genitori in una battaglia di resistenza contro l’insegnamento gender nelle scuole francesi
La Belghoul, di origine algerina, negli anni ’80 scendeva in strada come rappresentante del “movimento beur”, composto da gruppi di giovani nordafricani che facevano appello all’integrazione nella società francese. Ora, dopo circa trent’anni, un nuovo allarme sociale l’ha incoraggiata a impegnarsi, utilizzando la sua chiara qualità di trascinatrice, contro la propaganda dell’ideologia di genere, che “è mortifera” e fa parte di “un progetto mondiale il cui obiettivo è fare in modo che i bambini perdano tutti i punti di riferimento”. Espressioni decise, che indicano il livello verso il quale l’ideologia di genere “tende a far perdere ai bambini anche l’ultimo caposaldo che permetteva loro di identificarsi in qualcosa di radicato e solido: la loro identità sessuale”.
In Francia il gender ha cominciato a insidiarsi a scuola da alcuni anni, quando la maggior parte dei cittadini non prevedevano che un progetto diseducativo potesse minacciare finanche i principi del diritto naturale. Attualmente, il disegno ha conseguito il suo culmine con l’appiglio menzognero della “lotta per l’uguaglianza e contro l’omofobia”. Il ministro dell’Istruzione, Vincent Peillon, “sulle linee del suo precursore Luc Chatel” ha deciso, per l’inizio del prossimo anno scolastico, di formalizzare l’educazione gender nelle scuole.
Per fermare il ministro, Farida Belghoul ha sostenuto e disposto varie attività di resistenza passiva dal nome Journée de Retrait de l’Ecole (“un giorno al mese senza scuola”). Al suo progetto hanno partecipato appassionatamente oltre settanta organizzazioni e migliaia di genitori sinora indifferenti da impegni di questa specie. Si sono impegnati, attivando un tam tam che, viaggiando rapidamente tramite sms, poste elettroniche, social network e passaparola, ha sollevato una marea di consensi.
L’operazione di boicottaggio ha sbigottito il Governo, a tal punto che il ministro dell’Istruzione Peillon ha frettolosamente invitato quei genitori (cattolici, musulmani, non credenti…) che avevano scelto di allontanare i propri figli da scuola.
Farida Belghoul ha dichiarato che “ci troviamo di fronte a uno Stato totalitario, che sta operando sottotraccia per imporre la sua ideologia, spossessandoci dei nostri figli. Vuole sostituirsi a noi, padri e madri, considerati implicitamente incompetenti, rieducare i nostri bambini, ‘strappandoli’, e qui cito il ministro Peillon, ‘dal determinismo familiare’”.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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