“ENNOD” : PERCHÉ LA STORIA CI INSEGNI A NON SBAGLIARE ANCORA

_MG_2060“Ennod”. Questo il nome dello spettacolo teatrale portato in scena presso il Teatro della Parrocchia dell’Immacolata dal quinto ginnasio della sezione B del Liceo Classico “P. Virgilio Marone” di Gioia del Colle.

Il tema affrontato è quello della violenza sulle donne. Un tema discusso al giorno d’oggi, ma, stavolta, volutamente trattato da un punto di vista originale e inaspettato.
“Sono donne della storia, donne che hanno subito violenza fisica. Da Lucrezia a Franca Rame, passando per la letteratura europea attraverso Tess dei D’Ubervilles, abbiamo voluto mostrare come l’abuso sul sesso femminile non dipenda dai costumi dei nostri tempi, ma sia una raccapricciante costante nella storia dell’uomo”, dice la professoressa Carla Gentile, collaboratrice dell’evento.
Ed è di storia che parla la pièce, di una storia che non ha insegnato all’uomo ad imparare dai propri errori, che gli ha impunemente concesso di continuare ad abusare della sua forza e del suo illegittimo potere.

La struttura della rappresentazione si snoda sulla base di cinque monologhi ricchi di pàtos, scritti e recitati dagli stessi studenti, rivisitando le vicende delle protagoniste che li portano in scena.
Il ritmo cadenzato che caratterizza l’intera opera, le conferisce un senso di liturgia, ripetuta come a rappresentare un continuo accoltellamento, in cui la lama dell’arma usata vada sempre più a fondo nella carne della vittima, come le parole pronunciate si auspicano di fare sempre più profondamente con il pubblico in ascolto.

“Un lungo lavoro di dizione, di immedesimazione nelle parti, una progressiva scoperta di espedienti scenici, un lavoro stressante, ma stupendo”, dichiara Max Americo Lippolis, attore e co-regista dello spettacolo insieme a Sara Laruccia, regista ed anche sceneggiatrice, entrambi alle prime armi, la quale, sorridente, riscopre il lato più puro del progetto, affermando “ci ha uniti un sacco”.

“Ennod”, “donne” al contrario è il titolo scelto per questo lavoro; perché, in fondo, si tratta di donne nuove, libere, che hanno finalmente trovato la speranza e sono capaci di rialzarsi, una volta per tutte.

Marta Polidoro

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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