Dustin Hoffman, gli 80 anni de “Il Laureato”

Quando recitò nel film che lo lanciò, Il laureato, aveva solo 30 anni. Oggi se non passati 50 e Dustin Hoffman ne compie 80. L’attore e regista americano festeggia una carriera da divo del cinema che gli è valsa ben due Oscar, per Kramer contro Kramer e Rain Man, e l’ammirazione della critica e del pubblico per la straordinaria capacità di interpretare ruoli assai diversi con la stessa passione e con il suo caratteristico perfezionismo.

Nato a Los Angeles l’8 agosto 1937, Hoffman cresce in una famiglia di origine ebraico-rumena, comincia a respirare l’aria dell’arte fin da piccolo, grazie alla madre pianista jazz e al padre che aveva lavorato come scenografo alla Columbia. Nella migliore tradizione americana che si rispetti fa mille mestieri per poi approdare alla corte di Lee Strasberg nel mitico Actor’s Studio. Coglie al volo la grande opportunità quando Mike Nichols cerca il protagonista per Il laureato. Lo viene a sapere da Mel Brooks, vicino di casa e marito di Anne Bancroft, colei che diventerà l’icona di quel film. La pellicola ottiene il plauso di tutta la critica, anche grazie alla splendida colonna sonora di Simon & Garfunkel, e conseguentemente porta alla candidatura del protagonista all’Oscar e al Golden Globe: in quel momento nacque una stella. Non ha mai disdegnato il cinema europeo, anzi. Nel 1972 Pietro Germi lo porta in Italia per recitare in Alfredo Alfredo in coppia con Stefania Sandrelli. La pellicola vincerà il David di Donatello per il miglior film italiano dell’anno.

84 film, due Oscar, una regia e una tale varietà di ruoli da farne un attore completo e celebrato. È stato Rizzo in Un uomo da marciapiede, ha impersonato una meravigliosa donna della commedia americana in Tootsie, ha vestito i panni di Capitan Uncino in Hook nella fiaba rivisitata da Steven Spielberg, fino a Tutti gli uomini del presidente con Robert Redford e all’irresistibile Wag the Dog con Robert De Niro con cui ha fatto coppia anche nella formidabile commedia brillante Mi presenti i tuoi?. Nel 1996 ha ricevuto inoltre il Leone d’oro alla carriera insieme a Robert Altman, Vittorio Gassman e Michèle Morgan. L’ultima sua fatica è made in Italy, nei panni di Giovanni de’ Medici, durante la prima stagione della fortunata serie I Medici.

Nonostante una carriera brillante, premiazioni e ovazioni dal pubblico di tutto il mondo, Hoffman nel suo bilancio non ha fatto mistero della paura di non farcela: “Ripenso agli ultimi 50 anni, diciamo pure 60, da quando ho iniziato a fare l’attore, o aspirante tale, a New York, studiando all’Actors Studio e barcamendomi nelle cantine di off-Broadway: il timore del fallimento è stato una costante. Per questo tuttora cerco di migliorarmi: la perfezione non esiste, ma la perfettibilità è un imperativo e un processo che non finisce mai. Chiamateli pure esami, come diceva il vostro grande De Filippo: ogni mio film è un esame da superare, lo sento ancora così”. Tanti auguri Dustin!

Ilaria Sinopoli

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: