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De Nittis da ripensare nel 173° anniversario della nascita. Intervista a Giovanni Lamacchia

Antonio Calisi 26 Febbraio 2019 Commenti disabilitati su De Nittis da ripensare nel 173° anniversario della nascita. Intervista a Giovanni Lamacchia
De Nittis da ripensare nel 173° anniversario della nascita. Intervista a Giovanni Lamacchia

Non potevo mancare, proprio oggi, di raccogliere le considerazioni di uno studioso del De Nittis così vicino a noi e.. all’artista, stesso non foss’altro che per mestiere.

Dopo tanti anni che occupi del De Nittis, di ai nostri lettori le tue riflessioni di oggi.

La prima cosa che penso è che si festeggia, a Barletta, ma lui non sarebbe affatto contento di vedere nella Pinacoteca che adesso porta persino il nome di Casa De Nittis, quel pastello di cui ci siamo già occupati e che riporta errori tecnici e nell’abito della modella che De Nittis non avrebbe potuto mai commettere, e neppure un falsario suo contemporaneo. E a questo si deve aggiungere il numero dei falsi in circolazione. Come si sa, fece aprire un’inchiesta a Napoli e, come certo nessuno sa, a Parigi alcuni giornalisti gli avevano indicato una galleria dove avevano visto due quadri venduti come autentici… Il giorno dopo si presentò con due poliziotti. Oggi penso che girerebbe armato per la rabbia. Poi, giacché siamo all’anniversario della nascita, mi ricordo che prima che uscisse il mio libro del ’90, ‘De Nittis, Capolista degli impressionisti’, tutti quelli che avevano scritto di lui lo presentavano orfano dalla nascita, i suoi genitori come fossero cugini, ecc.. Ero stato io a rovistare i registri dell’Archivio di Stato di Barletta e a ricostruire i primi anni di vita, riportando le date dei decessi dei genitori e altri dati di un albero genealogico iniziato da suo zio Francesco Saverio Vista, insieme ad altre curiosità. Ancora in questi anni continuano le inesattezze su di lui e persino su madame. Addirittura, scorrendo una pagina in cui Miracco (accolto con tutti gli onori recentemente a Barletta) tentava un raffronto tra il De Nittis e Degas, presentando il francese con ascendenze nobili e il nostro… come proprietario di terreni poveri! Ma chi sa, anche a Barletta che tra i De Nittis c’erano diversi medici. E mica il figlio dell’Artista fu medico per puro caso.

Quale potrebbe essere il rimedio a tutto questo?

Difficile porre un rimedio al fatto che personaggi ben collocati nel mondo della politica e della critica non si arrendano neppure all’evidenza dei dati. Oggi tutti amano scrivere su De Nittis, a tutti piacerebbe vantare anche un pezzo di carta nella propria collezione. Io ho un vantaggio rispetto a tanti. Lo possiedo, come dimostrano le mie copie di opere autentiche, e potendomi districare tra opere e documenti so dove realmente è e dove non è. Forse il vero rimedio è ‘ripensare’ il De Nittis. Spero di lasciare qualcosa di vero e di solido per le prossime generazioni.

Antonio Calisi

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