De Nittis, il falso de “La strada da Napoli a Brindisi”

A sinistra La Strada esposta al Salon del 1872.  A destra la tela dell'Indianapolis Museum of Arts
A sinistra La Strada esposta al Salon del 1872. A destra la tela dell’Indianapolis Museum of Arts

Apro una parentesi alla descrizione della personalità del De Nittis, e dato che la volta scorsa ho riferito aneddoti e qualche notizia inedita che aveva per soggetto la carrozza e la Strada – non posso tacere delle rivelazioni che Lamacchia mi ha fatto, dimostrandomi che il quadro della Strada, Indianapolis Museum of Arts, presentato in questi anni in varie esposizioni, è un falso.
– Quando hai capito che ti trovavi davanti a un falso?
– Subito, appena mi sono trovato davanti, nel 2004 a Roma nelle sale del Chiostro del Bramante. Perchè il quadro originale era molto luminoso, era una sfida, dal punto di vista tecnico per i pittori del tempo, raccolta dal De Nittis e risolta magistralmente. Quella sfida si potrebbe declinare così: come procedi per ottenere l’effetto di un cielo luminoso del Sud, su una strada gessosa e battuta dal sole (quindi luminosa pure questa)? Su una simile traccia neppure si cimentavano. Ma De Nittis lavorava sul cielo con ‘tecnicismi’, come ricordava Cecioni nelle sue memorie, e se ci facciamo un po’ di conti da quasi dieci anni. Lui cercava la luce nei colori!
Invece il falso è pesante: un cielo celestone senza luce e una strada di un bianco freddo, come se fosse illuminata da una delle nostre lampade a risparmio energetico e luce bianca. Se De Nittis avesse presentato la Strada trattata così, non si sarebbe curato di lui nessuno!
– Perchè non hai parlato subito del falso?
– A chi? Questo, prima di tutto, bisogna dire… e ne avrei per scriverci non un capitolo, ma un libro. Poi, come fai a farti capire anche da chi non si intende di pittura… e di mercato dell’arte?
A questo punto Lamacchia fa un gesto con la mano come per dire che il mercato è pieno di intrighi.
– Ma allora come ti muovi?
– Allora non mi converrebbe parlare mai. E infatti, come faccio a parlare di tutti i falsi De Nittis in circolazione? Ma un modo per farsi intendere su questo c’è e lo affronteremo se vuoi nelle prossime interviste.
Ora ti dico come mi dispongo a parlare di un falso. Prima di tutto cerco dettagli che stonano, diciamo così, con l’ambiente storico, o comunque facilmente comprensibili e verificabili, poi entro se possibile in questioni più tecniche. Anche se in verità si dovrebbe cominciare proprio da quest’ultime e dovrebbero bastare.
– Quindi, tornando a questa Strada, a parte la sfida, cosa c’è che tutti possono capire?
– C’è un particolare molto divertente. Guarda sul lato sinistro del ciglio della strada, ci sono le tipiche pietre che la segnano e che vennero piantate almeno cinquant’anni dopo la morte del De Nittis.
– E non se ne è accorto mai nessuno?
– No, se si presume la buona fede. E abbiamo rischiato anche di vederlo esposto a Barletta, ma per fortuna hanno deciso qualche taglio alla spesa del Comune – mi pare di aver capito. Vedi che alle volte i tagli alla spesa fanno bene?!
– Qualche altro particolare?
– Sì, come no. Ma voglio mantenermi sul lato ridicolo. Vedi che manca quell’albero svettante e pittoresco dipinto nella tela autentica mentre ne spunta uno piccolo e brutto, quasi un cespuglio, in basso a sinistra? Poi guarda, la carrozza si allunga e si stringe, tanto che se fai un rapporto ti accorgi che le due figure di viandanti non riuscirebbero mai ad entrare insieme. Poi guarda come cambia la direzione dell’ombra sotto i cavalli rispetto alla tela autentica, ma questa è un’inezia, anche se è assurdo che ci siano due direzioni d’ombra differenti in uno stesso punto. Ancora più ridicolo sarebbe pensare che De Nittis abbia replicato il soggetto appesantendolo, portando modifiche peggiorative a una parte della strada, e cambiando persino le misure della tela (conosco qualle dell’originale).
Ma poi, al di là dell’evidenza che il quadro è fatto da un’altra mano, vuoi qualche altra prova schiacciante?
– La voglio!!!
– Beh, nelle carte del Goupil, il mercante del De Nittis, non compare una replica della Strada, anzi addirittura in una lettera che gli aveva indirizzato mentre lavorava davanti al Vesuvio gli caldeggiava lavori di quella potenza, rammaricandosi di non aver ‘visto niente’ ancora. E poi è divertente seguire dalle lettere di Goupil la storia di questo quadro acquistato da Reitlinger, primo mercante del De Nittis, esposto a sua insaputa da Goupil prima di inviarlo al Salon, fortemente desiderato da entrambi ed esaltato da critici di fama. Infine Goupil comprò tutti i quadri del De Nittis che Reitlinger possedeva. Altro che replica della Strada!
– Che dire di più!
– Ma potrei dire ancora.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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