De Nittis 175 anni dopo. Intervista al prof. Giovanni Lamacchia

Ieri, 25 febbraio era il 175° anniversario della nascita del grande pittore pugliese Giuseppe De Nittis e non potevo mancare di sentire Giovanni Lamacchia, esperto dell’Artista, e strappargli qualche considerazione mossa partendo da questa ricorrenza.

– Che ti fa pensare: De Nittis 175 anni dopo!

– Che la sua vita di 38enne è stata straordinariamente breve, specialmente se rapportata al tanto tempo che è passato. E a 137 anni di distanza dalla sua morte, possiamo dire di conoscerlo bene e saperlo presentare al pubblico, anche solo come uomo, prima ancora che come ‘pittore così pittore’ (cito Goncourt)? Non mi pare che ci siano anni di lavoro, ma momenti di riflessione, eventi commemorativi, esposizioni in cui tra i capolavori hanno trovato posto tavole di dubbia provenienza di cui abbiamo parlato altre volte.

La sua espressione artistica, poi, comprende, di questi 175 anni, un arco di tempo ancora più breve, circa diciotto anni. Così breve e rapido nelle sue tappe, che credo sia uno dei motivi principali dell’incomprensione della sua vera grandezza. Chi può capire una pittura che procede con forza propulsiva nella sua sola ricerca? Solo i pittori, anzi solo alcuni pittori la possono capire, e infatti i primi a sostenere De N ittis sono stati i suoi compagni di lavoro e … anche  a tradirlo avendone compreso la grandezza e le possibilità di successo.

– Ma ha avuto anche il successo della critica, no? E’ stato importante, credo, per la sua carriera.

– Sì, in qualche modo, perché un’abile penna, qualche giornalista di genio, può aiutare. Ma potrà dire quanto ha già detto l’artista nella sua opera? La soddisfazione che un pittore può trarre dal giudizio di un altro pittore capace di inseguire il sottotraccia della sua produzione non può paragonato con nient’altro. Vuoi un esempio dell’incomprensione della pittura denittisiana proprio a motivo della velocità della sua evoluzione?

– Ci tengo, chiariscilo anche per i nostri lettori.

– Uno dei suoi capolavori nato nel 1870 è stata La Strada da Brindisi a Barletta. Prima della sua morte, 1884, e anche molti anni dopo, alcuni critici francesi la ricordavano e non si rassegnavano al cambiamento della sua pittura. Ora non posso illustrare le ragioni della produzione artistica di quei 14 anni perché attraversa il mondo come una cometa ed è ovvio che qualcuno rimanga indietro, oche veda persino il cambiamento come un tradimento.

– Ma al nostro tempo c’è una rivalutazione in atto.

– Sì, forse nelle intenzioni. Ma come ti pare il fatto che insistano ancora a presentarlo come pittore alla moda, fotografico, riconosciuto e decorato dalla Francia, ecc? A me pare che poggi ancora troppo sugli allori della presentazione della critica francese di fine ottocento. Mi chiedo quanto possa importare ad un fruitore del terzo millennio che voglia e capire se De Nittis sia stato grande o se abbia avuto grande fortuna.

– Che si potrebbe fare allora?

Tanto lavoro! E non si può dire che non ce ne sia per le prossime generazioni, visto che sono passati 175 anni eppure ci sarebbe ancora molto da chiarire.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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