Convegno a Milano sul Ciberknife: l’innovativo robot della radioterapia

imageMILANO, 11 NOV –  La radioterapia, insieme alla chirurgia e alla chemioterapia, rappresenta uno dei trattamenti più diffusi utilizzati per la cura dei pazienti affetti da tumore. L’efficacia di un trattamento di radioterapia risulta dalla capacità di somministrare  dosi adeguate di radiazione al tipo di tumore, riducendo al minimo l’irradiazione ai tessuti sani adiacenti.

Il recente  sviluppo di dispositivi tecnologici dedicati alla radioterapia, associati all’utilizzo degli esami della diagnostica per immagini, per la precisa definizione del volume neoplastico da irradiare,  e la maggiore comprensione degli effetti biologici a breve e a lungo termine delle dosi di radiazioni  somministrate, ha apportato un ulteriore miglioramento dei risultati clinici, incrementando la sopravvivenza dei pazienti oncologici. In questo ambito la radiochirurgia rappresenta il più rilevante progresso tecnologico terapeutico presente nella moderna radioterapia.

Tra i dispositivi attualmente in uso in radiochirurgia il Cyberknife,nato e progettato in un garage in un ingegnere biomedico americano, rappresenta una rivoluzione per la cura dei pazienti affetti da tumore. Il Cyberknife, apparecchio costituito da un acceleratore lineare miniaturizzato montato su un braccio mobile robotizzato, durante l’intervento radiochirurgico localizza con estrema precisione la sede del tumore,  orienta il fascio di radiazioni del bisturi Cybernetico sul letto operatorio neoplastico, corregge in tempo reale la sua posizione in relazione ai movimenti del paziente o del tumore durante la seduta di radiochirurgia, riduce in maniera significativa l’irradiazione dei tessuti sani adiacenti al tumore, prerogativa per una maggiore guarigione, di una minore tossicità e di una migliore qualità della vita del paziente.

Il trattamento radiochirurgico con Cyberknife rappresenta una nuova soluzione terapeutica nell’ambito dei trattamenti radioterapici convenzionali per la cura di pazienti affetti da neoplasie del polmone, del fegato del pancreas e della prostata, oltre a rappresentare una valida e consolidata alternativa a tecniche di irradiazione stereotassica eseguite su pazienti affetti da tumore cerebrale e della colonna, senza l’ausilio di sistemi di immobilizzazione invasivi. Inoltre l’accuratezza e la precisione del trattamento radiochirurgico con Cyberknife offre una nuova chance terapeutica a pazienti con tumori non aggredibili chirurgicamente, e a pazienti con recidiva di malattia tumorale precedentemente irradiata.

I risultati sono stati presentati nel convegno dal titolo International focus on neurotranslation, promosso dal Centro Diagnostico Italiano, che raccoglie esperti provenienti da tutto il mondo. Lo strumento, grazie all’utilizzo di radiazioni, ‘presenta il grande vantaggio per i pazienti di non essere invasivo, come invece un intervento chirurgico, e di non richiedere l’utilizzo di farmaci’;inoltre, spiega il Dott. Romanelli, neurochirurgo napoletano operante a Milano e utilizzatore del Ciberknife, ‘questa macchina consente di agire in maniera mirata ed efficace, riducendo al minimo i tempi di trattamento, ed eventuali rischi per il paziente che si espone e radiazioni’ (si pensi che condensa e amplifica l’effetto svolto da svariate sedute di radioterapia in un mese, in 20 minuti). Tra le novità tecnologiche presentate nel corso del convegno, oltre a Cyberknife, vi sono anche l’uso di ultrasuoni e laser per combattere i tumori cerebrali; nuove evoluzioni di risonanza magnetica e TAC che le rendono capaci di “vedere” a livello microscopico e di leggere alterazioni cerebrali sinora a loro invisibili; wireless per comunicare direttamente il cervello con il computer, e per “tradurre”il pensiero in comandi per comuni elettrodomestici; strumenti robotici e macchine per la realtà virtuale per la riabilitazione di traumi neurologici.

Francesca Morga

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