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Conferenza su “Le Senili” di Petrarca a Siena

Martina Ragone 31 dicembre 2017 Commenti disabilitati su Conferenza su “Le Senili” di Petrarca a Siena
Conferenza su “Le Senili” di Petrarca a Siena

 

Il 20 dicembre 2017, alle ore 11.00, nell’Aula Magna del Palazzo di Fieravecchia del Dipartimento di Studi letterari e filosofici dell’Università di Siena, si è svolta la conferenza su “Le Senili” di Petrarca, presieduta dalla docente di letteratura italiana Natascia Tonelli.
Sono intervenute Paola Vecchi, professoressa ordinaria del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna e Silvia Rizzo, curatrice dell’edizione de “Le Senili di Petrarca”, che ha dato testimonianza del grande sforzo editoriale iniziato dal 1999.

All’inizio, per introdurre l’opera di Petrarca, vi è stato un breve excursus sul genere epistolare. Nell’ Alto Medioevo, la lettera è stato uno strumento imprescindibile per la comunicazione pubblica e privata.
La struttura del componimento doveva rispettare alcuni parametri, per esempio si dava importanza ad un corretto adeguamento dello stile al destinatario. Con Petrarca cambiano alcune cose, permane ancora il dibattito teorico che sarà attivo sul sistema di datazione, se usare quello cancelleresco medievale o secondo il calendario cristiano; se adoperare il “tu” o il “voi” nella salutatio o su quale dei modi epistolarum adoperare.

Successivamente Paola Galli ha parlato dell’opera, affermando che nel 1500, Petrarca veniva letto come un formulario, indicando come scrivere e come ornare. “Le Senili” sono costituite da 1660 pagine che contengono 127 epistole scritte tra il 1361 e il 1374, per 52 destinatari. Alcune lettere sono molto brevi, altre sono lettere-trattato. Il testimoniale di questi testi è imponente, si tratta di 20 manoscritti detti “canonici”, che sono quelli che contengono già la raccolta così come fu pensata dallo scrittore stesso o dai suoi eredi editoriali. Le lettere precanoniche, invece, rappresentano la tradizione trasmissiva e sono quelle veramente inviate. Nel passaggio dalla trasmissiva alla lettera canonica, Petrarca di solito interviene solennizzando il testo: il tono si va eternando e trasformando in una storta di dialogo con l’interlocutore e con la posterità.
Questi libri familiari si prestano ad essere letti come un libro organico, ma anche come singolo pezzo e ricomposte in raccolte differenti da quelle volute dall’autore. Inoltre Petrarca non ha stilato un indice, l’”ordo” che lui stesso definisce forse è qualcosa che creava di volta in volta. Spesso la sequenza delle lettere di quegli anni non è cronologica, ma viene ribaltata. Troviamo delle indicazioni semplici in merito alle ultime quattro missive, in cui Petrarca spiega al destinatario che l’ordine che ha istituito per queste quattro lettere non è quello cronologico e deve seguire un altro criterio che gli indicherà.

La mattinata si è conclusa con l’intervento di Silvia Rizzo, curatrice dell’edizione de “Le Senile”, che ha argomentato in merito alla struttura dell’opera, composta da 4 volumi. Si è deciso di far chiudere l’edizione con il diciottesimo libro che include la lettera “Ad Posteritate”, anche se il progetto iniziale prevedeva il V volume con il libro 17 e 18 più gli indici. Il diciassettesimo libro è particolare e si compone di 4 lettere. Nella prima Petrarca spiega a Boccaccio come mai gli ha scritto due lettere che deve leggere in ordine contrario a quando sono state scritte, l’ultima è di congedo e poi vi è la 17.2 che è il suo testamento spirituale. Forse Boccaccio gli aveva fatto visita ed era preoccupato per la sua salute, quindi gli aveva scritto una lettera, dicendo di non stancarsi molto. Petrarca all’inizio non gli vuole rispondere e, invece di rallentare, si mette a tradurre l’ultima novella del Decameron in latino. Alla fine risponde a Boccaccio con una lettera in cui dichiara che non può interrompere lo studio, altrimenti morirebbe. Vi è un grandissimo elogio della sua vita di studio: spera di morire pregando e piangendo o su un libro. Le Senili, in generale, ispirano molta più serenità e in parte la cosa è voluta, infatti la riflessione sulla vecchiaia è estremamente positiva.

Una conferenza molto interessante che ha portato alla scoperta di una delle opere più particolari di Petrarca, che finalmente ha visto la luce in questa nuova e definitiva edizione.

Martina Ragone

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