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Il cinema piange Jerry Lewis, leggenda della comicità americana

Ilaria Sinopoli 20 agosto 2017 Commenti disabilitati su Il cinema piange Jerry Lewis, leggenda della comicità americana
Il cinema piange Jerry Lewis, leggenda della comicità americana

Jerry Lewis, 1977

Si è spento a 91 anni la vera leggenda della commedia americana, Jerry Lewis. Tra gli anni 40 e gli anni 70, diventò una celebrità assoluta, in coppia con Dean Martin e successivamente da solo, anche come regista, cambiando le regole della comicità. È stato il re delle smorfie, uno dei comici più rivoluzionari che il secolo scorso abbia visto in campo cinematografico. Per tutti Jerry Lewis è stato “il picchiatello”, soprannome italiano, rimastogli appiccicato per via di uno dei più riusciti tra i film girati in coppia con Dean Martin Il nipote picchiatello. 

Con la recitazione nel sangue, essendo i genitori, russi di origine ebraica, attori di vaudeville, Jerry Lewis, al secolo Joseph Levitch, venne espulso dal collegio che frequentava per aver picchiato un insegnante che parlava male degli ebrei. Abbandonata la scuola trovò ben presto modo di mettere a frutto il talento innato per la risata, sfruttando l’aspetto vagamente scimmiesco e un’attitudine alla provocazione e, nell’America che voleva lasciarsi alle spalle le sofferenze della Seconda Guerra Mondiale, il successo del duo Lewis-Martin fu travolgente. Con Dean Martin, dopo continue tournée sold out nei teatri e trasmissioni radio e tv, il passo verso il grande schermo fu inevitabile e la coppia fu una macchina da guerra e da soldi, da La mia amica Irma del 1949 fino a Hollywood o morte del 1956. Ma purtroppo come spesso accade, l’idillio durò poco, causato dall’ambizione e dalle differenze caratteriali. E Martin riuscì a reinventarsi dando sfogo a tutto il suo talento creativo come regista. Basti pensare a L’idolo delle donne, poi Il mattatore di Hollywood, Jerry 8 e 3/4 e Le folli notti del dottor Jerryll. Un soggetto talmente perfetto che avrebbe trovato un secondo successo con il remake Il professore matto realizzato negli anni 90 con Eddie Murphy.

Il successo cinematografico di Lewis si arrestò bruscamente con il chiudersi dei favolosi anni 60 e l’apririsi del decennio successivo. Prima un incidente sul set che gli procurò grossi guai alla schiena e una conseguente dipendenza da antidolorifici seguiti poi dal flop di The Day The Clown Cried, film girato nel 1972 poi dallo stesso Lewis abiurato e lasciato inedito, impedendone l’uscita nei cinema. Rimase dieci anni lontano dai set per ritornare negli anni 80 con due commedie dimenticabili Bentornato picchiatello e Qua la mano picchiatello e un ruolo drammatico che Martin Scorsese gli cucì addosso in Re per una notte.

Dato l’addio al cinema Lewis non è stato però con le mani in mano. Nel 1966, quando la raccolta fondi per la ricerca era fantascienza, ha dato vita a Telethon, diventato ormai uno degli appuntamenti fissi della televisione americana. Proprio quella trasmissione fu l’occasione, nel 1976, per il primo incontro con Dean Martin dopo vent’anni di separazione. Una reunion organizzata da Frank Sinatra che ricucì un rapporto in realtà incrinato solo in superficie. Purtroppo negli ultimi anni la sua salute era stata minata da una serie infinita di acciacchi che lo avevano piegato ma non spezzato, d’altro canto Jerry Lewis è stato figlio del suo tempo, un tempo, una Hollywood che non esiste più, uno dei figli più luminosi che ha lasciato un segno indelebile nella storia dello spettacolo del Novecento e un’eredità straordinaria nel ventunesimo secolo.

Ilaria Sinopoli

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