Buon compleanno Cinecittà

cinecittaCinecittà compie 78 anni. La prima pietra venne posata nel gennaio 1936 e l’inaugurazione ufficiale il 28 aprile 1937 alla presenza di Benito Mussolini. Da allora Cinecittà è considerato  il complesso di teatri di posa di maggior rilievo ed eccellenza a livello europeo ed internazionale, all’interno del quale sono stati girati più di 3.000 film, 90 dei quali hanno ricevuto una nomination all’Oscar e 47 hanno vinto la prestigiosa statuetta.

La nascita degli Studios più famosi del mondo, secondi sono a Hollywood, risale al settembre del 1935 quando un incendio distrusse nel quartiere romano Appio Latino due dei tre teatri di posa della Cines, nei quali veniva allora realizzata metà della produzione italiana. Luigi Freddi, l’allora direttore generale per la cinematografia, poté così agevolmente convincere il finanziere Roncoroni, che aveva rilevato l’anno precedente il ramo produzione della società, della necessità di una nuova impresa, dotata di studi ben più vasti e avanzati. L’iniziativa di Freddi mirava oltre che alla creazione di un grande polo cinematografico-tecnologico moderno anche al controllo di essa da parte dell’autorità statale. Da qui il nome stesso della società avrebbe dovuto essere un simbolo delle sue grandi ambizioni; così fu scelto quello di Cinecittà che ancora oggi sorge in via Tuscolana al numero 1055.

Durante la seconda guerra mondiale diminuì fortemente la produzione e gli stabilimenti di Cinecittà vennero occupati dall’esercito nazista che, al momento della ritirata razziò gli Studios portando via gran parte delle attrezzature tecniche, macchine da presa, proiettori, impianti sonori e pellicole. Dopo la guerra l’attività di produzione riprese con una certa lentezza e solo nel 1947, tre anni dopo la liberazione di Roma, venne girato negli studi il primo film del dopoguerra Cuore di Duilio Coletti.

Gli anni Cinquanta sono considerati il periodo d’oro di Cinecittà grazie all’arrivo delle grandi produzioni americane; nel 1951 venne girato Quo vadis? di Mervyn LeRoy che aprì le porte a due decenni che riaccesero i fari su quella che venne definita la “Hollywood sul Tevere” , seguito da Guerra e pace (1955) di King Vidor, Elena di Troia (1956) di Robert Wise, Ben Hur (1959) di William Wyler, fino a Cleopatra (1963) di Joseph L. Mankiewicz. La produzione italiana, dal canto suo, non si fece mancare nulla. Furono realizzate alcune opere di grande valore, come Bellissima (1951) di Luchino Visconti, Umberto D. (1952) di De Sica, e I vitelloni (1953), La dolce vita (1960) e Amarcord (1963) di Fellini. Cinecittà contribuì inoltre ad accrescere la popolarità di grandi caratteristi da Anna Magnani a Marcello Mastroianni passando per Sofia Loren e Anita Ekberg.

Gli Studios, nonostante i numerosi incendi e le tante difficoltà (in particolar modo l’avvento della televisione),  hanno mantenuto però un certo appeal nei confronti dei grandi registi, che nel tempo li hanno pian piano riscoperti e voluto girare qui i loro film, come Francis Ford Coppola che, nel 1988 ,volle girare alcune scene de Il Padrino – Parte III; ; Scorsese la scelse per il kolossal Gangs of New York nel 2002, mentre Mel Gibson realizzò alcune riprese de La Passione di Cristo nel 2004.

Il Maestro Federico Fellini che considerava il Teatro 5 (oggi a lui dedicato) la sua seconda casa diceva: “Cinecittà è il posto ideale. L’emozione assoluta, da brivido, da estasi, è quella che provo di fronte al teatro vuoto, uno spazio da riempire, un mondo da creare”.

Cinecittà era ed ancora resterà La Fabbrica di Sogni ed Emozioni.

Ilaria Sinopoli

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