Bello il progetto “Frutta e Verdura nelle Scuole”, ma le plastiche?

Fino al 31 luglio 2017, le Scuole primarie che intendono partecipare al Programma europeo “Frutta e Verdura nelle Scuole” potranno fare richiesta di adesione per l’anno scolastico 2017/2018 tramite la procedura informatica disponibile sul sito fruttanellescuole.gov.it.

Il programma europeo “Frutta nelle scuole”,  introdotto dal regolamento (CE) n.1234  del Consiglio del 22 ottobre 2007  e dal regolamento (CE) n. 288 della Commissione del 7 aprile 2009, è finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata, nella fase in cui si formano le loro abitudini alimentari.

Nelle buone intenzioni di questo programma vi è anche l’obiettivo di costruire un rapporto positivo fra il produttore-fornitore e il consumatore, cioè i bambini, facendo comprendere loro il lavoro che c’è dietro la produzione di frutta e verdura e le varie tipologie di prodotti legati al ciclo delle stagioni.

Una bella iniziativa, non c’è che dire.

Il problema è, però, la plastica del packaging

I prodotti vengono consegnati ai bambini all’interno di contenitori di plastica. Una nostra lettrice, infatti, ci ha mandato la foto che mostra come i prodotti della terra vengono distribuiti nelle scuole. I bambini coinvolti, in tutta la penisola, sono circa 870.000 per un totale di circa 5.000 scuole interessate. E’ facile comprendere che assisteremo ad un aumento incredibile dell’uso delle plastiche con la conseguenza che poi, diventa indispensabile e problematico smaltirle.

Dice la nostra lettrice: “Si può insegnare ai bambini la corretta alimentazione sorvolando sul rispetto dell’ambiente? L’attenzione alla salute non passa anche dal vivere in un contesto non inquinato, visto che le plastiche sono la principale fonte di inquinamento?”

L’iniziativa è davvero degna di nota, ma diventerebbe realmente innovativa se si potessero consumare prodotti a Km Zero, consegnati a scuola direttamente dal contadino, magari con delle ceste che colpirebbero positivamente la fantasia dei piccoli. Sarebbe altresì educativo insegnare ai bambini a pulirsi la frutta e a consumarla fresca, appena colta, ovviamente senza packaging.

La salute che viene dal consumo di prodotti della terra, magari non trattati, passa anche da un ambiente sano e non violentato da scarichi e spazzatura.

Antonio Curci

 

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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