BARI, Nuovo Teatro Abeliano in scena “Il poeta di Dio”

10488004_1445575102363361_5472331166716571007_nSabato 5 luglio alle ore 21.00 al Nuovo Teatro Abeliano di Bari sarà rappresentato “Il poeta di Dio” opera curata e diretta da Lino De Venuto sulla figura di mons. Antonio Bello.

Lo spettacolo ha debuttato il 21 Aprile 2013 ad Alessano (Le) in occasione delle celebrazioni per il ventesimo anniversario della morte di Don Tonino Bello. E’ stato successivamente rappresentato a Ostuni, Palese, Modugno, Monopoli, Mola di Bari, Sammichele, Bari (in diverse Chiese, presso Cineteatri, nel Penitenziario-Rassegna “Oltre la Barriera” e in Cattedrale per la Rassegna “Notti Sacre 2013”.
Interpreti: Simone Bracci, Daniele De Bartolo, Simona Di Canosa, Fabrizio Fasano, Dina Lorusso, Riccardo Marvulli, Francesca Matinelli, Marcello Moccia, Maurizio Sarubbi, Vito Sgaramella, Giuseppe Trotta, Floriana Uva,. Coreografa-Danzatrice: Ada Triggianese. Scene e costumi: Antonella Toscano. Designer luci: Pietro Matarrese. Direttrice di scena: Floriana Uva.

“Don Tonino Bello – ha scritto qualcuno – è quanto di più fresco e di più giovane abbia prodotto la sua terra e il suo popolo negli ultimi secoli”. Un giudizio totalmente condiviso che è stato il motore primo del progetto teatrale “Il Poeta di Dio”. Leggere, ricercare, approfondire e scrivere una drammaturgia per l’allestimento di uno spettacolo su Don Tonino, per la profondità e nello stesso tempo per la semplicità disarmante del personaggio, è stato arduo ma anche avvincente e per certi versi rigenerante: una esperienza forte che trascende l’aspetto meramente artistico e permea l’aspetto etico delle relazioni umane. Per chi, credente o meno, abbia a cuore un sistema di valori alti e condivisi su cui costruire una convivenza civile e democratica, attraversare la vita umana e spirituale di Don Tonino è una autentica lezione di vita. Una figura dalla personalità ricca di fascino quella del prete di Alessano, un prete di “estrema periferia”, legato visceralmente alla sua terra e alla sua gente, ma di fatto impegnato in una Chiesa Universale, con percorsi inediti e coinvolgenti, a volte persino sconcertanti per l’arditezza della prospettiva, percorsi nei quali domina inesausta, fino alla fine, la speranza in un’altra Chiesa possibile, in un’altra politica possibile, in un altro impegno civile possibile, in un altro mondo possibile. Don Tonino, “apostolo con i piedi per terra e mistico con la testa per aria”, è venuto a metterci spine nei fianchi, ad interrogare e scuotere le nostre coscienze pigre e addormentate. Lo spettacolo ripercorre le tappe essenziali del magistero religioso e civile di Don Tonino: il sottotesto spirituale di tutta la rappresentazione è l’amore sconfinato per la figura di Cristo che si traduce nella costante attenzione ai poveri, agli emarginati, nell’impegno civile e sociale espresso in diverse situazioni storiche ben precise. La drammaturgia (prosa, pantomima, poesia, danza, musica, video-proiezione) rielabora e mette in scena con leggerezza parte di alcuni scritti di Don Tonino, include i commenti della gente, qualche divertente aneddoto della sua vita, si sofferma sul tema della pace (convivialità delle differenze) e sul rapporto con i giovani. Singolare e fortemente ironica risulta, tratta da un suo scritto, la simulazione di un momento processuale.
L’Associazione Culturale L’Occhio del Ciclone theater di Bari dedica questo suo tributo a Don Tonino Bello, straordinario figlio della terra di Puglia, nella piena convinzione che il modo migliore per ricordarlo è continuare ad apprendere e testimoniare i suoi insegnamenti.

Lino De Venuto

 

© Riproduzione Riservata
Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: