Bari, “Romeo e Giulietta ama e cambia il mondo” al Teatro Team il 6 e 10 gennaio

 «Ama con ogni forza
Ama senza paura
Ama e cambia il mondo»

1040x450rGmilano02Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo è un musical innovativo, ispirato all’indimenticabile tragedia Shakespeariana e definito da un connubio perfetto di recitazione e canto, tragedia e commedia, placida riflessione e rock energico.
Un’opera di spessore scritta e musicata da Gerard Presgurvic la cui trasposizione italiana è avvenuta grazie alla direzione artistica di Giuliano Peparini, ai testi di Vincenzo Incenzo e alla produzione di David Zard. Quest’ultimo è riuscito nel corso degli anni, grazie ad un insieme eccelso di menti creative e di fidati collaboratori, a legare il proprio nome ad una delle più prestigiose ed influenti realtà imprenditoriali nel campo della produzione di spettacoli dal vivo in Italia. E sia questo, sia il musical senza tempo  Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante ne sono la prova.

Romeo e Giulietta è andato in scena in numerose nazioni non solo Europee e nella nostra penisola ha perseguito sempre il medesimo monito del produttore: «Lo spirito della nostra organizzazione è guardare all’orizzonte». E l’orizzonte, forse, lo spettatore non lo osserva solo da lontano, ma riesce a toccarlo grazie ad un’opera vibrante e modernissima, che infonde gioia, energia e bisogno di rivalsa a dispetto del tema trattato e del tragico finale.
Il debutto in Italia è avvenuto il 2 ottobre 2013 all’Arena di Verona e sin dagli esordi le parole chiave sono state “tutto esaurito”: un successo senza precedenti che ha sconvolto le aspettative di tutti, produzione compresa.  Dopo aver bissato il successo in tante città italiane e dopo aver lasciato alle spalle una schiera ammirata di proseliti,  nel 2014 lo spettacolo è giunto a Bari ed ha infiammato anche qui il cuore di molti spettatori, compreso il mio.
Quest’anno, per la felicità di molti baresi, il musical ritorna in tutto il suo splendore dal 6 e 10 gennaio, ospite al Teatro Team.

Dato l’imminente approdo della compagnia nella nostra città, alla domanda perché vedere questo musical? io risponderei: perché non vederlo?
Perché mai privarsi di un cast di talenti eccezionali capaci di tenere il cuore dello spettatore stretto in una morsa tutt’altro che dolorosa e controllarne il battito per circa tre ore. Ore che non stufano, non annoiano né lasciano l’amaro in bocca.
Perché, dunque, non ritagliarsi uno spazio di puro divertimento e coinvolgimento emotivo, in cui si è partecipi di ogni passione, di ogni eccesso di rabbia, di ogni espressione messa in scena dagli attori. Un momento in cui è possibile dimenticare per un attimo il proprio mondo, le preoccupazioni, la noia che troppo spesso appiattisce la nostra realtà e non gloriarsi della storia di questi amanti che lottano per mutare il corso del loro destino e che, in fondo,  danno una scossa anche alle nostre vite.
Perché perdere l’opportunità di cogliere l’ insegnamento senza tempo di cui sono portatori questi giovanissimi: solo insieme, uniti dalla forza dirompente dell’Amore, ci si può opporre alle convenzioni  ingiuste, agli obblighi morali e familiari che vorrebbero una schiera di infelici. Solo insieme, quando si crede in ciò che si fa, quando ci si dona a qualcuno, quando si persegue l’Amore, che è universale,  in tutti i suoi slanci e le sue forme si può cercare di cambiare una realtà perfida e antagonista.
Perché, dunque, non darsi un’occasione, un’opportunità di assistere all’escalation dell’Energia, messa in scena in ogni atto, in ogni gesto, in ogni testo e che sembra voler opporsi alla Morte stessa.

In realtà non c’è motivo per privarsi di tutto questo.
Alla fine, dopo aver assistito rapiti alla proiezioni di luci e video su volumetrie ed elementi mobili, dopo aver apprezzato un impianto scenico complesso e quasi reale che si anima grazie alle molteplici configurazioni e spazialità differenti, dopo aver ascoltato, soprattutto con il cuore, le voci idilliache ora da soprano ora da tenore dei vari artisti, dopo essersi commossi per la profondità delle canzoni, incredibilmente attuali, dopo essersi innamorati  di ogni singolo protagonista la cui presenza scenica rende, ironicamente, orgogliosi e, infine, dopo aver goduto con il fiato sospeso dell’Arte nella sua forma più completa, ci si sente incredibilmente  ricchi.
Di una ricchezza che, nonostante le brutture a cui troppo spesso assistiamo, non svanisce ma rimane imperitura e, forse, può fungere davvero da motore, se non per stravolgerlo, almeno per iniziare a migliorarlo, il mondo.

Francesca Rotondo

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