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I bambini e la TV

Giulia Cataneo 13 maggio 2017 Commenti disabilitati su I bambini e la TV
I bambini e la TV

La televisione è per il bambino molto familiare: con essa trascorre infatti la maggior parte del suo tempo, in media 4 ore al giorno. A volte, il tempo passato con la televisione è maggiore rispetto a quello trascorso con i genitori o con gli amici, per cui la TV diventa la vera maestra di vita, la finestra sulla realtà. Ma quale realtà?

Le immagini televisive non hanno spesso nulla di concreto e di quotidiano: basti pensare alla rappresentazione di un’infanzia sempre felice, spensierata, circondata da attenzione. Oppure è il bambino problema a conquistare la scena. Mai il bambino concreto con le sue piccole difficoltà quotidiane, mai il bambino “persona”, mai il bambino “comune”. Le rappresentazioni sono dunque falsate ma il figlioletto spesso “parcheggiato” davanti alla tv non ha certo percezione di tutto ciò, anzi il controllo del telecomando, vero e proprio feticcio, crea l’illusione di controllo di tale realtà.

L’informazione televisiva può provocare quindi danni importanti anche se non possiamo quantificarli. Nella comunicazione esistono infatti dei paradossi a cui i mezzi di informazione non possono sottrarsi. Nel caso della comunicazione televisiva spesso la stessa non è interattiva, non è circolare: un emittente non può modulare né approfondire l’informazione che riceve. I bambini non riescono da soli a comprendere che l’informazione è sempre “meta” rispetto alla realtà che vuole descrivere. Inoltre, si tratta spesso di un’informazione data in pillole che il bambino non riesce ad assimilare del tutto. Notizie veloci, senza passato o futuro.

Per non arrivare alla trash TV e alla violenza: il rischio è la banalizzazione. Tuttavia, al di là della responsabilità dei media, esiste anche una responsabilità dei genitori. Tutto dipende quindi dall’ambiente familiare. È l’assenza di comunicazione con i genitori, l’assenza di dialogo il problema. I minori devono essere maggiormente educati alla TV, la famiglia deve svolgere una funzione critica nei confronti dei media. Non bisogna proibire la televisione, ma svelarne i segreti, favorendone un reale controllo.

 

Giulia Cataneo

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