Arte e Astrologia. Segni zodiacali e Costellazioni dal Palazzo Farnese di Caprarola: lo Scorpione

ScorpioneNella volta della Sala del Mappamondo del Palazzo Farnese di Caprarola arte, mitologia e astrologia si incontrano. In mezzo a quella passerella di figure animali e mitologiche stanno anche le dodici costellazioni dei segni zodiacali (tredici se includiamo l’Ofiuco): dopo quella della Bilancia, segue quella dello Scorpione.

La costellazione dello Scorpione è tra le più antiche conosciute, ad essa guardavano i Greci e gli Arabi, i popoli della Mesopotamia e gli Ebrei, i Cinesi e persino i Maori della Polinesia. Al suo interno si possono trovare numerose nebulose e ammassi stellari.
Prima che venisse riconosciuta come costellazione autonoma, la Bilancia era inclusa in quella dello Scorpione di cui costituiva le chele: le due stelle costituenti i due piatti della Bilancia portano i nomi di Alfa Librae e Beta Librae, rispettivamente Zuben el Schamali “la chela a Nord” e Zuben el Genubi “la chela a Sud”.
La stella Alfa dello Scorpione è Antares, che in greco significa “rivale di Ares” (costui il dio della Guerra equivalente al Marte dei Romani), ed essendo questa di colore rosso come il pianeta Marte, il nome ne vorrebbe quindi indicare l’antagonismo.

 

 

OrioneIl mito che gli antichi Greci raccontavano riguardo lo Scorpione è legato anche a quello di Orione e dell’omonima costellazione. Se però le leggende su quest’ultimo sono numerose e diverse, il ruolo che lo scorpione ricopre in esse è sempre lo stesso. Orione era un gigante cacciatore molto abile e amato sia dalla dea della caccia Diana, sia da Eos dea dell’Aurora. Apollo, gemello di Diana e geloso dell’amore che lei ed Eos provavano per il bellissimo giovane, escogitò una vendetta terribile: egli si recò infatti da Gea, la Grande Madre nonché dea della Terra, e le raccontò di un terribile flagello che si accaniva sugli animali che incontrava, sterminandoli e non risparmiando nemmeno il più indifeso di loro; a quel punto Gea, indignata dalla tanta malvagità con cui Orione venne ritratto, inviò contro di lui uno scorpione invulnerabile e in grado di iniettare un veleno mortale col pungiglione della sua coda. Durante la lotta con il piccolo e apparentemente innocuo animale, il gigante si accorse piuttosto della sua invulnerabilità e pericolosità, quindi abbandonò lo scontro e si tuffò in mare cercando una via di fuga a nuoto. Apollo decise allora di intervenire personalmente, indicando il fuggitivo alla sorella Diana e inducendola a credere che si trattasse di un malfattore che aveva sedotto una delle sue sacerdotesse; sfidandola ad ucciderlo con il colpo di una sola freccia del suo arco, la dea non fallì il suo obiettivo e colpì a morte l’uomo che tanto ammirava.

Costellazione ScorpioneQuando Zeus si accorse di quanto era avvenuto colpì lo Scorpione con la sua folgore e lo trasformò in costellazione insieme allo stesso Orione, tuttavia separandoli: la costellazione dello Scorpione, infatti sorge esattamente quando quella di Orione tramonta, affinché il terribile mostro non possa più insidiare il grande cacciatore.

 

 

Claudia Pruner

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: