Arte e Astrologia. Segni zodiacali e Costellazioni dal Palazzo Farnese di Caprarola: il Leone

LeoneNella volta della Sala del Mappamondo del Palazzo Farnese di Caprarola arte, mitologia e astrologia si incontrano. In mezzo a quella passerella di figure animali e mitologiche stanno anche le dodici costellazioni dei segni zodiacali (tredici se includiamo l’Ofiuco): dopo quella del Cancro, viene quella del Leone.
Riguardo il mito cui si lega questo segno zodiacale, quello più accreditato si riconduce alle leggendarie dodici fatiche di Eracle (come anche il Cancro), presente anch’egli tra le costellazioni celesti. L’uccisione del Leone di Nemea infatti sarebbe stata la prima della serie delle straordinarie imprese che l’eroe greco dovette affrontare per ordine del re Euristeo, che simboleggiano le sofferenze che ogni uomo deve saper superare per ottenere la propria libertà. Il leone, sulle cui origini esistono differenti tradizioni (chi lo vuole figlio della donna-serpente Echidna, chi della dea Selene), prese il nome di Nemeo, il profondo dirupo tra i monti dell’Argolide entro il quale aveva insediato la sua dimora, mietendo le sue vittime nei boschi circostanti e sterminando le greggi dei pastori che fin lì si addentravano. Il leone Nemeo era gigantesco ed invincibile, nessuna arma sembrava potesse scalfirne la pelle o ucciderlo e lo stesso Eracle, una volta intrapresa una feroce battaglia contro di lui, si rese conto che né con le frecce né con la sua clava riusciva a sopraffarlo. Essendo costretto ad escogitare una diversa strategia d’attacco, l’eroe prima ostruì con un enorme masso una delle due aperture della grotta della bestia, affinché non avesse via di fuga, poi ingaggiò uno scontro corpo a corpo con lui, riuscendo infine a stringerlo al collo con le sue possenti braccia, fino a che la belva non morì soffocato e si accasciò al suolo. Eracle vincitore allora fu in grado di utilizzare gli stessi artigli del leone per decapitarlo e togliere la sua pelle, utilizzando poi quest’ultima come mantello ed il teschio come elmo. Come ricompensa gli dei dell’Olimpo, rimasti abbagliati dalla sua forza portentosa, immortalarono il Leone Nemeo tra le costellazioni, perché tutti riconoscessero l’impresa dell’eroe.
Già nel IV millennio a.C. il Leone veniva accostato al Sole del solstizio d’estate, ardente come il re degli animali che Costellazione LeoneEratostene ed Igino, due grandi uomini letterati dell’antichità, ritenevano fosse posto in cielo proprio in virtù di questa sua nobiltà di rango. In effetti anche la stella maggiore della costellazione del Leone, chiamata Regulus dal latino “piccolo re”, sembra rimandare a questa interpretazione, alla quale si aggiunge il fatto che trovandosi quasi sull’eclittica (il cerchio percorso dal sole in un anno) la Luna ed i pianeti passano nelle sue vicinanze, come a rendere omaggio secondo la teoria di Tolomeo.
Sopravvive ancora oggi questa associazione del segno del Leone al Fuoco ed al mese successivo al solstizio d’estate, quello del “grande caldo” ovvero del Solleone, termine che si usa per indicare il periodo di alte temperature della fine del mese di luglio.

Claudia Pruner

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