Arte e Astrologia. Segni zodiacali e Costellazioni dal Palazzo Farnese di Caprarola: l’Acquario

Acquario

Nella volta della Sala del Mappamondo del Palazzo Farnese di Caprarola arte, mitologia e astrologia si incontrano. In mezzo a quella passerella di figure animali e mitologiche stanno anche le dodici costellazioni dei segni zodiacali (tredici se includiamo l’Ofiuco): dopo quella del Capricorno, segue quella dell’Acquario.

Costellazione Acquario

L’Acquario o Aquario è una costellazione di grandi dimensioni, tuttavia pur essendo formata da un vasto insieme di stelle, esse non sono molto luminose: questo fatto ha sempre dato la percezione che una cascata di stelle, come un getto d’acqua, venisse versata da un vaso e finisse direttamente nella bocca del Pesce Australe.
Una curiosità che riguarda l’Acquario è quella che vede questa costellazione essere composta da stelle le quali hanno nomi che iniziano col termine arabo S’ad o Sad, “fortuna”. La più luminosa di esse è Beta Aquarii nota come Sadalsuud, “la più fortunata delle fortunate”, seguita da Alfa Aquarii o Sadalmelik, cioè “la fortunata del re”, quindi si incontra Zeta Aquarii o Sadaltager, “la fortunata del mercante” e infine Gamma Aquarii o Sadachbia, cioè “la fortunata delle tende” o “delle cose nascoste”. Resta da dire che purtroppo l’esatto significato di questi nomi antichi è ormai sconosciuto anche agli Arabi.

I miti greci legati più comunemente a questa costellazione in effetti sono riferiti alla figura di Ganimede, un bellissimo giovane che fu amato dal dio greco Zeus. Come avvenne per diversi altri suoi amori, nel momento in cui cercò di conquistarli, Zeus anche in questa occasione prese le sembianze di un animale, in modo da potersi avvicinare all’oggetto del suo desiderio; trasformatosi così in un’aquila volò sulla testa del ragazzo e lo portò con sé sull’Olimpo. Qui Ganimede divenne presto il coppiere degli dei e versava loro l’ambrosia, il nettare divino proibito alle bocche dei mortali. Non è un caso dunque che la costellazione dell’Aquila si trovi proprio nelle immediate vicinanze di quella dell’Acquario.

In effetti il mito greco riferito a questa costellazione non ha mai convinto tutti gli studiosi del cielo. Robert Graves sostiene infatti che i Greci abbiano voluto apporre la loro personale interpretazione a una costellazione di origine straniera, nello specifico egizia, che voleva in realtà rappresentare la divinità fluviale del Nilo.

Claudia Pruner

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