Arte e Astrologia. Segni zodiacali e Costellazioni dal Palazzo Farnese di Caprarola: il Capricorno

CapricornoNella volta della Sala del Mappamondo del Palazzo Farnese di Caprarola arte, mitologia e astrologia si incontrano. In mezzo a quella passerella di figure animali e mitologiche stanno anche le dodici costellazioni dei segni zodiacali (tredici se includiamo l’Ofiuco): dopo quella del Sagittario, segue quella del Capricorno.

La costellazione del Capricorno è tra le più antiche conosciute. Già i popoli della Mesopotamia, tra cui i Caldei, la disegnavano sotto forma di Capra, mentre i Sumeri e i Babilonesi le diedero una coda di pesce, elemento che ribadiva il loro interesse per le creature anfibie.

Tuttavia i miti che in maggior numero si suole riferire alla costellazione del Capricorno riguardano il dio greco Pan. Esistono differenti storie circa la sua nascita, ma secondo il poeta Omero il dio era nato dall’unione del messaggero degli dei Ermes e dalla ninfa dei boschi Driope. Egli aveva le sembianze bizzarre di mezzo uomo e mezzo caprone, suonava e danzava per i boschi e le campagne; rincorreva le ninfe, cercava di possederle e se anche la maggior parte di loro si rifiutava di concedersi, alcune non disegnarono le sue attenzioni (con Eufemia, nutrice delle Muse, generò Croto che si identifica nella vicina costellazione del Sagittario).
Più comunemente si riconduce la presenza di Pan tra le costellazioni al mito che racconta della Titanomachia, ovvero la sfrenata lotta che vide gli dei dell’Olimpo scontrarsi coi Titani, generati da Gea, dea primordiale della Terra. Tifone era il più orrendo ed il più acerrimo nemico, tanto che fu in grado di spaventare gli dei che erano scesi in campo per combattere, i quali fuggirono in Egitto e presero le sembianze di animali tipici del luogo per nascondersi: qui Pan trasformò solo la parte inferiore del suo corpo in quella di un pesce, mentre per la parte inferiore rimaneva simile a un caprone, e restò quindi immerso nel Nilo fino alla cintola. Solo Atena non si nascose e convinse il padre Zeus a combattere contro Tifone, ma quest’ultimo lo sconfisse, lo incatenò e gli recise i tendini di mani e piedi, affidandoli poi a sua sorella Delfine perché li custodisse in una grotta. Pan venne in soccorso del dio balzando di fronte a Costellazione CapricornoDelfine e la spaventò con un urlo mostruoso (di qui il termine panico), dando così ad Ermes il tempo di recuperare i tendini di Zeus e portarli a lui, di liberarlo e lasciare che si vendicasse. Tifone venne infine sconfitto e rinchiuso sotto l’Etna, che da quel momento iniziò ad eruttare lava e cenere per le urla del mostro.
Zeus volle ringraziare Pan per il suo decisivo intervento e creò nel cielo il Capricorno, per metà capra e per metà pesce, proprio la forma che il dio aveva assunto in Egitto.

Al tempo dei greci il solstizio d’inverno – ovvero quando il Sole raggiunge il suo massimo punto nel percorso detto Eclittica ed il punto più settentrionale dell’orizzonte – cadeva nella costellazione del Capricorno; il 22 dicembre era il giorno più corto dell’anno ed anche quello in cui il Sole a mezzogiorno raggiungeva lo zenit nei territori attraversati dal Tropico del Capricorno, che per questo motivo ancora oggi porta il suo nome.

Claudia Pruner

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