Aquile randagie, “Un giorno in più del fascismo”

Aquile randagie, “Un giorno in più del fascismo”

160Il 17 aprile 2015 alle ore 21.00 su RAI Storia è stata mandata in onda la trasmissione “Aquile Randagie, gli Scout che sfidarono il fascismo”. Le riprese sono state effettuate dal regista Bruno Testori di RAI Storia a Milano e nel Varesotto con supporto dell’ENTE, Fondazione Baden e vari collaboratori nei giorni 18-19-20 Febbraio 2015.
Gli scout cattolici all’epoca erano 33.000. Una delle Leggi Fascistissime aveva decretato lo scioglimento dei Reparti Scout nei centri inferiori a 20.000 abitanti. Papa Pio XI fu costretto a dichiarare sciolta l’Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI) il 24 gennaio dello stesso anno. Ma Don Giovanni Minzoni, religioso e antifascista italiano, nel 1923 voleva creare gruppi scout antifascisti, ma fu ucciso nell’agosto dello stesso anno. Così alcuni reparti scout di Milano deposero le loro insegne, ma nell’aprile del 1928 Andrea Ghetti, del gruppo Milano 11, detto Baden, e Giulio Cesare Uccellini, capo del Milano 2, detto Kelly o Tigre, fondarono il movimento delle “Aquile randagie”, un gruppo formato da una ventina di ragazzi tra gli undici e i diciassette anni legato soltanto dai valori dello scautismo. La prima uscita clandestina si organizzò il 27 maggio del 1928 e da quel momento in poi ogni domenica si svolgeva un’uscita nella pianura tra Milano e Monza. Spesso per raggiungere i luoghi prestabili i ragazzi scout giravano in bicicletta e con abiti borghesi e quando erano sicuri di non essere intercettati mettevano la divisa scout e issavano la bandiera dei Savoia senza il simbolo del fascio. I ragazzi finalmente potevano svolgere le loro attività basate sui valori impartiti da Baden- Powell fondatore dello scoutismo nel 1908 in Inghilterra e oltre a dedicarsi al gioco o a gare di competizione, praticavano simulazioni di autodifesa contro possibili attacchi fascisti sempre registrati dalla cinepresa di Giulio Cesare Uccellini, che ha fornito importanti testimonianze alla storia. Sfortunatamente nel 1942 Kelly fu intercettato da un gruppo di fascisti che lo aggredirono provocandogli una frattura al cranio e lesioni gravi all’orecchio con conseguente perdita di equilibrio. Il testimone degli eventi, Don Giovanni Barbareschi, racconta che lui è stato l’ultimo a fare la promessa scout prima che il movimento delle Aquile Randagie diventasse parte attiva della resistenza dopo l’8 settembre 1943, firma dell’armistizio con la Germania. Baden istituisce già il 12 settembre del 1943 l’O.S.C.A.R. (Opera Scout Cattolica Aiuto Ricercati) che si occupa di espatrio di ebrei e partigiani, di fornire informazioni false ai tedeschi e di fabbricare documenti falsi (ne sono stati creati circa 2000). Gli scout hanno preso anche parte alla redazione del giornale “Il ribelle” nato nel 1944, il cui sottotitolo era “esce come e quando può” per sottolineare il suo fondo clandestino e il suo motto era « Non vi sono liberatori, ci sono solo uomini che si liberano». Dopo la liberazione nel 1945 lo scautismo rinasce a Roma come movimento ufficiale e viene riconsegnata la fiamma, il simbolo scoutistico.
Gli scout di Milano hanno fornito un supporto importante durante la resistenza e spesso la loro attività è rimasta ignota. Con questa trasmissione la storia è divenuta testimonianza grazie all’ esempio di estremo coraggio da imitare di questi giovani esploratori.

Martina Ragone

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: