Anche l’Italia parteciperà alla caccia delle onde gravitazionali

onde22.630x360La caccia alle onde gravitazionali, onde trasverse con polarizzazione a due gradi di libertà, è solo agli inizi. Tali perturbazioni variabili della curvatura spazio-tempo non tormentavano solo il grande Einstein: oggi scienziati statunitensi, francesi e italiani, nonostante la debolezza della radiazione delle sorgenti reali, ricercano incessantemente nuove risposte.

Il segnale registrato lo scorso 14 settembre è stato il primo tra i tanti che ci attendono in questi tre mesi, tempo necessario a completare l’analisi dei dati raccolti dall’interferometro Ligo tra novembre e gennaio.

Gli scienziati infatti non solo vagliano i dati alla ricerca di segnali particolari (fusione di buchi neri, fusione di stelle di neutroni, o segnali prodotti dalle pulsar),  ma ricercano attentamente anche segni più generici, a largo spettro, che potrebbero essere prodotti da eventi astrofisici complessi o da eventi ancora sconosciuti.

Sono tante le novità attese che potrebbero emergere soprattutto nella seconda fase di raccolta dati che Ligo, l’osservatorio interferometro laser statunitense delle onde gravitazionali, inizierà dopo l’estate e continuerà per 6 mesi.

Ma già a fine aprile sarà integrato il rivelatore Virgo, eccellenza italiana situata nel comune di Cascina (PI), apparecchiatura, dai bracci lunghi 3 chilometri, terminata nel 2003, che parteciperà a tali importanti ricerche internazionali.

Giulia Cataneo

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