Al via il progetto Omo: studenti Down a lavoro negli hotel

addetto-reception-alberghiUna bella notizia! E’ partito il progetto Omo (On My Own… at work) finanziato dalla Comunità europea. Esso ha come obiettivo quello di aiutare le persone con la sindrome di Down a inserirsi nel mercato del lavoro, svolgendo mansioni nel settore alberghiero.

A dare il via al progetto ci hanno pensato l’Italia e il Portogallo nell’ambito del programma Erasmus + Key Action 2 (Cooperation for innovation and the exchange of good practices – Strategic Partnerships). Presso l’Axis Hotel & Golfe della Città di Porto, quattro ragazzi con sindrome di Down hanno iniziato una fase di tirocinio contemporaneamente ad altri quattro giovani studenti che sono stati coinvolti presso l’Hotel Melià Aurelia Antica di Roma.

Il progetto avrà una durata di 36 mesi e consentirà ai formatori di dotarsi di strumenti didattici innovativi, mentre ai corsisti la possibilità di acquisire quelle conoscenze, abilità e competenze  grazie alle quali potranno più facilmente entrare nel mercato del lavoro.

Non sono pochi gli hotels che a livello europeo si sono detti disponibili ad accogliere i giovani corsisti disabili. Essi hanno dato origine a una rete chiamata “Hotel Amici”, nella quale sono coinvolti anche gli enti di formazione ed educazione professionale. A loro sarà riservato un marchio di qualità.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, in tutto il mondo circa un miliardo di persone vive con qualche forma di disabilità e subisce quotidianamente mortificazioni a causa delle barriere fisiche, impedimenti sociali, problemi economici e soprattutto pregiudizi culturali.

Per queste ragioni, questi cittadini soffrono una certa difficoltà di inserimento sociale che li relega nelle fasce deboli della società. Non di rado a loro non sono garantiti percorsi di formazioni, un’adeguata assistenza sanitaria, tutele che consentano più facili inserimenti lavorativi e maggiori coperture legali. Sono persone indubbiamente meno fortunate e più svantaggiate rispetto ai cosiddetti “normodotati”. Ciononostante in moltissimi Paesi al mondo non si prevedono programmi di sviluppo che coinvolgano più da vicino per gli amici diversabili.

Antonio Curci

© Riproduzione Riservata
Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: