Addio a Umberto Eco

Lo scrittore italiano Umberto Eco riceve il certificato di membro onorario dell'Accademia delle arti di Varsavia. ANSA/Maciej MACIERZYNSKI

L’Italia, l’Europa, il mondo interno dice addio a Umberto Eco. L’umanità perde uno dei suoi più importanti uomini di cultura contemporanei. Aveva 84 anni, è stato scrittore, filosofo, grande osservatore, professore ed esperto di comunicazione e media. La conferma della scomparsa dell’autore de Il nome della Rosa e de Il pendolo di Foucault è stata data dalla famiglia a Repubblica ed è avvenuta alle 22.30 di venerdì sera nella sua abitazione.

Umberto Eco ha scritto numerosi saggi di estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a numerosi romanzi di successo mondiale. Tra questi il già citato Il nome della Rosa, uscito nel 1980 e diventato in brevissimo tempo un bestseller internazionale, con 14 milioni di copie vendute, traduzioni in oltre cento lingue, una trasposizione cinematografica che ha vinto 4 David di Donatello nel 1987, e Il Pendolo di Foucault, del 1988.

Eco era dedito al mondo universitario e ai giovani. In cattedra da ordinario nel 1975, ha insegnato Semiotica a generazioni di studenti. Tra gli inventori del Dams, storica e gloriosa avventura partita negli anni ’70, ha poi fondato il corso di laurea in Scienze della comunicazione. Dal 2008 guidava la Scuola Superiore di Scienze Umanistiche dell’ateneo bolognese ed era professore emerito.

L’uscita del nuovo libro di Eco, Pape Satàn Aleppe, uscirà post mortem. Inizialmente prevista nel mese di maggio è stata anticipata a sabato 27 febbraio, come annuncia l’editore Eugenio Lio. Il libro consegnato e corretto dallo scrittore, con la copertina disegnata dal suo amico Cerri, aspettava solo di andare in stampa per la casa editrice La Nave di Teseo, sua creatura.

È giusto ricordare Umberto Eco con una delle sue frasi più celebri: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito…perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. Ci mancherà il suo sguardo sul mondo.

Ilaria Sinopoli

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