A “Sì Siena”, “Bradadante”, un concerto musicale dei vivi, dei morti e dei tipi danteschi

Dal 23 al 26 settembre, a Siena, si è svolto il festival “Sì Siena, linguaggio tra terra e cielo”, diretto dal poeta Davide Rondoni, volto a promuovere la commistione di plurime arti, in un corale “sì” alla Bellezza. In occasione delle numerose celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante, il 25 settembre, alle ore 21, presso piazza Provenzano, si è svolto “Bradadante”, un concerto musicale dei vivi, dei morti e dei tipi danteschi. Sul palco Ambrogio Sparagna con l’orchestra popolare italiana dell’auditorium di Roma e il cantante Cristiano Godano.

Il gruppo ha messo in musica alcune terzine della Commedia, a partire dal primo canto dell’Inferno fino a Vergine Madre e alla visione di Dio (Par. XXXIII), ripercorrendo i momenti più salienti come l’ingresso della città dolente (Inf. III), l’incontro di Paolo e Francesca, figure come Ugolino e Ulisse, Pia dei Tolomei. A ritmo di tamburello, fisarmonica, zampogna e altri tipici strumenti popolari, i musicisti hanno coinvolto il pubblico con note concitate e melodie allegre, a tal punto che si aveva la percezione di essere insieme a Dante nel suo travagliato cammino.

I brani sono stati spesso intervallati da alcune riflessioni del poeta Davide Rondoni, che ha parlato di temi importanti come il viaggio: Dante è andato davvero a fondo nella sua esperienza e, così facendo, ha trovato un significato non solo per sé, ma per l’intera umanità. E alla fine di questo percorso ha anche capito cos’è l’amore, cioè lasciare andare ogni cosa diletta per possederla davvero, essere un “amen” per l’altro, affidarlo a Dio per la sua salvezza.

Riagganciandosi ai temi della Commedia, Cristiano Godano, frontman del gruppo rock “Marlene Kuntz”, ha cantato alcuni brani, tra cui Ti voglio dire sul tema dell’amicizia, tratto dal suo ultimo album singolo del 2020 Mi ero perso il cuore e poi altri brani sull’amore, in particolare sul momento idilliaco, quello delle “farfalle nello stomaco”.

Una serata particolare, che, mettendo insieme due generi musicali diversi, ha permesso al pubblico di vivere l’esperienza di Dante non sui libri, ma sulla propria pelle, cullati da note e parole che parlano anche della nostra vita.

Martina Ragone

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