Storia di Boh: l’amore che ruba alla morte

Quella raccontata qui di seguito è la storia di Boh.

Boh è una cagnetta di otto anni, ritrovata dai Vigili Urbani di Capurso sul territorio del Comune. Boh non aveva un nome, così come non aveva un proprietario che la nutrisse e la curasse amorevolmente. Quando è stata recuperata, aveva ben poco della bellezza di un meticcio lupoide: disidratata, in ipotermia e con la cute completamente ricoperta di larve di mosca carnaia, vagava senza meta, nonostante la sua zampa posteriore destra fosse fratturata.

Boh è stata immediatamente affidata alle cure del Centro Veterinario Sant’Antonio Abate di Capurso, dove è stata progressivamente riportata allo stato di salute: dopo quaranta giorni, si alimentava autonomamente e riusciva a muoversi su tre zampe, poiché la frattura, per quanto ridotta mediante osteosintesi, aveva svelato un’ulteriore compromissione dell’arto, irrecuperabile nella più plausibile delle ipotesi.

Eppure, nonostante l’ambiente accogliente in cui la piccola aveva trascorso l’ultimo mese, Boh conservava il terrore verso l’essere umano. Alla luce della condizione in cui versava al momento del ritrovamento, era lecito dar credito all’ipotesi che fosse stata maltrattata, abbandonata e dimenticata e che, forse, non avesse mai conosciuto una vita domestica tranquilla. Tutti i tentativi di risalire al proprietario mediante il Microchip, che pure possedeva, sono stati inutili, in quanto, in seguito ad un probabile difetto di registrazione dei dati, come spesso accade, non risultava in anagrafe su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, il suo reintegro in una famiglia amorevole restava l’obiettivo di chi la curava da oltre un mese. L’Amministrazione Comunale si proponeva di realizzare un percorso di adozione, ma intanto Boh restava nel box di un ambulatorio veterinario. E’ stato allora che il Dottor Pietro Polidoro, Direttore Sanitario del Centro, il quale in prima persona si era occupato della cagnolina dal momento in cui era arrivata la segnalazione dei Vigili Urbani e che si era legato emotivamente a lei e alla sua condizione generale, ha deciso di garantire in modo definitivo la salute di Boh e l’ha adottata.

‹‹Non avrei potuto permettere che finisse di nuovo in mani sbagliate. Non abbiamo visto in prima persona cosa le è accaduto, ma le conseguenze del suo passato sono sufficienti a mostrarlo››, ha detto. ‹‹Con gli animali si crea un rapporto di empatia, che è solo mio e loro, e con lei è accaduto più che con gli altri››.

Ed è così che Boh adesso vive fra le coccole di un amorevole casa, con un altro cane ed un gatto.

Ed il pensiero si volge, senza rifletterci troppo, a tutti e a tutte le Boh, che adesso sono in giro per qualche vicolo del mondo, sperando che, alla fine della strada, trovino l’affetto che inconsapevolmente cercano.

Marta Polidoro

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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